Costa Serina – Niente centro servizi nel vecchio capannone di via Manzoni, nel cuore di . L’Amministrazione comunale, insediatasi lo scorso maggio, ha deciso di revocare la proposta d’acquisto del fabbricato artigianale, deliberata dalla precedente giunta. Il capannone, un tempo sede di attività tessile, secondo le intenzioni dell’ex Giunta guidata da Paolo Cortinovis, una volta acquisito dal Comune (per 180 mila euro), avrebbe dovuto ospitare un centro servizi per il paese.

La delibera era stata presa alla fine del 2012 e, per l’acquisto, il Comune aveva contratto un mutuo ventennale con la Cassa depositi e prestiti a partire dal primo gennaio 2013. «Proprio quell’anno – spiega l’attuale sindaco Fausto Dolci – entrò in vigore una legge chevietava alle amministrazioni pubbliche l’acquisto di immobili a titolo oneroso. Inoltre, a oggi, con il proprietario privato del capannone non si è arrivati ancora a un accordo bonario per l’acquisto». «Tutta la procedura seguita dalla precedente amministrazione – continua il sindaco -– è stata fatta con troppa fretta, con poca trasparenza e senza avere una progettualità. Una scelta avventata. Non siamo contrari a un centro servizi in quell’area, peraltro centrale al paese, ma alle modalità che sono state seguite. Se anche avessimo un progetto per recuperare il fabbricato ci vorrebbe almeno un milione e mezzo di euro che oggi di sicuro non riusciremmo a trovare. In conclusione ci troviamo a dover pagare un mutuo, con relativi interessi, senza avere in mano nulla. Tanto vale cercare di sgravare di tale peso la comunità, cercando di arrivare all’estinzione anticipata o al diverso utilizzo del mutuo assunto dalla Cassa depositi e prestiti». Per tale motivo, quindi, nell’ultimo Consiglio comunale la maggioranza ha revocato la delibera in cui si proponeva l’acquisizione al Comune del fabbricato. Il voto contrario è arrivato dalla minoranza di Paolo Cortinovis e Matteo Persico.

«Si perde così una preziosa occasione di riqualificazione di un’area centrale del capoluogo – precisa Persico –. Sarebbe stato un progetto di larghe vedute, probabilmente non immediatamente realizzabile visti i tempi di crisi, ma un pezzo di territorio da consegnare alle nuove generazioni. Un esercizio di lungimiranza che abbiamo il dovere di mettere prima di ogni altra questione. Siamo convinti che così non si rispecchi il volere della popolazione. Ci auguriamo solo che sia una decisione ben ponderata, nell’interesse della collettività, e non solo l’ennesima rappresaglia che si vuole compiere verso l’Amministrazione che vi ha preceduti».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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