– Ha fatto «flop» il fondo di solidarietà rivolto ai lavoratori disoccupati, istituito a novembre 2009 dal con un budget complessivo di 30.000 euro. Sono stati assegnati, infatti, poco meno di 4.000 euro: dei 60 sussidi disponibili, solo otto sono stati erogati. Di conseguenza l’amministrazione comunale ha deciso di non rifinanziare il bando: nel bilancio approvato nell’ultimo Consiglio non compaiono altri stanziamenti, mentre l’amministrazione comunale ha annunciato l’intenzione di trovare altre strade per aiutare e famiglie in difficoltà, attraverso la rete dei Servizi sociali e del Piano di zona. «La crisi c’è e si sente – commenta il sindaco, Giuliano Ghisalberti –, anche se a volte risulta difficile testarne le reali ricadute sul territorio».

«L’intenzione dell’amministrazione – aggiunge l’assessore ai Servizi sociali, Mario Zanchi – è quella di proseguire con una serie di azioni per garantire un aiuto a persone e famiglie in difficoltà attraverso la rete dei Servizi sociali inserita nel contesto più generale del Piano di zona. La nostra è una società complessa, le situazioni di disagio possono avere forme difficili da individuare. In questo modo cercheremo di aiutare tutte le persone che, per un motivo o l’altro, sono state escluse dal bando».

«Il fondo, che per primi in abbiamo proposto, è stata una prima risposta alle situazioni più gravi – conclude il primo cittadino –, non a tutte quelle che stanno emergendo. L’idea rimane quella di mettere in campo qualcosa di più strutturale e strutturato». «La mancata riproposizione del bando – sostiene il capogruppo della minoranza di “Zogno democratica”, Roberto Fustinoni – non ci ha trovato d’accordo. La crisi c’è ed è grave, basti pensare a quanti lavoratori oggi sono in cassintegrazione e alle aziende che hanno chiuso. Sappiamo anche di famiglie che hanno chiesto aiuto alle per riuscire a pagare le bollette». «E sempre nel bando dello scorso anno – continua Fustinoni –, avevamo chiesto che potessero essere inseriti i commercianti, alcuni dei quali sono in grosse difficoltà. Ma poi sono rimasti fuori. Insomma, i criteri erano troppo rigidi, come poi si sono rivelati, ma avevamo votato a favore del bando (come, peraltro, aveva fatto anche l’altra lista di minoranza, il Pdl-Udc, ndr) perché rappresentava un primo segnale di aiuto verso chi era in difficoltà. Alla nostra interpellanza in Consiglio comunale ci è stato risposto che non ci sono fondi per un nuovo bando: ma le famiglie in difficoltà ci sono e bisognava fare un bando con criteri meno rigidi».

«Il bando non è stato particolarmente restrittivo ed è stata fatta pubblicità al bando in diversi modi – conclude Ghisalberti –. Tra l’altro abbiamo stanziato tre sussidi straordinari a coloro che, pur non rientrando nei criteri del bando, avevano una situazione tale da aver bisogno di aiuto».

L’Eco di