zzzzrvltmmgSedrina – “Ci sono giornalisti? No. Ok, allora si può iniziare”. E' un po questo il succo amaro di quanto accaduto nell'incontro informativo di ieri sera, alla Botta. Si parlava, o così mi è sembrato, nel grande minestrone di idee, di quanto accaduto sabato scorso, quando un gruppo di ospiti della casa San Giuseppe è sceso in rivolta sulla provinciale. Tutti immagino saprete, anche se solo in parte la storia. Piccola precisazione: è vero l'episodio riguarda il territorio tra Sedrina e Villa d'Almè, ma non è per caso di interesse pubblico? Si, e non solo vallare. Tutti hanno il sacrosanto diritto di essere informati, a prescindere. Fa sorridere la scelta di aver riservato i posti ai soli residenti, l'aula era grande e si stava larghi. E tanto alla fine poi sono comunque entrati tutti, come giusto doveva essere….


Fa sorridere come si cerchi di nascondere che la ex casa dei ritiri spirituali sia diventata di fatto un “allegro bordello”, qualcuno ha perfino puntato il dito contro le Forze 'ordine: “non fanno quello che dovrebbero”; “a qualcuno è mai venuto in mente di mandare le unità cinofile a pattugliare?”. E ancora: “mandiamo l'esercito”. Ma assurdità a parte, qualcuno, indignato e quasi in lacrime, ha ripensato a quanto sia “costata cara” una struttura come quella della San Giuseppe”: oggi ne rimane solo il “cadavere molestato” dai falò notturni, dalla droga e dalle prostitute di colore, mandate ad allietare i piaceri degli ospiti. “ dentro lì che fuori”, ha replicatoqualcuno. E' vero, ma la Caritas che dice? “Lo sanno che all'interno girano non autorizzate?”, aggiunge qualcun'altro. La risposta delle Istituzioni: “quando siamo stati invitati dal Prefetto Ferrandino i comuni della Lega Nord si sono opposti all'accoglienza”, e scatta l'applauso…

A far male dice il sindaco è stato “vedere dopo la protesta in strada una quarantina di ospiti barricati dentro la struttura”…”La cooperativa Ruah ha chiesto il trasferimento di 50 persone”. La situazione è sfuggita di mano? Così sembra. Almeno, hanno ammesso di non riuscire a far fronte al numero elevato di persone ospitate. E il prefetto, i rappresentati dell'Asl? “Non ci sono”, non pervenuti rispondono. Loro sì, che hanno a cuore la Val . Ma la soluzione? “L'accoglienza diffusa, solo che la Provincia di …”, non ha la “struttura” per far si che questo progetto possa partire. E si è bloccato tutto. “Ognuno, nei limiti e in proporzione dovrebbe prenderne a carico un numero X, la cosa risulterebbe più equa, sostenibile”, aggiunge qualcuno. “Al sud questo già esiste, loro sono più sviluppati rispetto che a Bergamo”, la risposta di qualcun'altro del tavolo di discussione. Interviene il presidente dell'Ambito della Comunità montana: “Ho cercato di sollevare la questione, utilizzerò questi fatti per fare pressione su chi si è opposto al progetto di coinvolgere le associazioni dei singoli comuni”. Si tratta di voucher ( fondi sostegno economici) in cambio di lavoro per disoccupati per chi favorisce l'accoglienza. “Ne riparleremo alla prossima assemblea”, quella che si terrà tra 2 settimane circa. “Dicono che si fa male al turismo…”, aggiunge. Qualcuno lo accusa: “Sono richiedenti asilo, non possono essere sfruttati per questi scopi”. E rilanciano: “cosa avete fatto voi in questi anni?”. “Nulla”, si autorisponde la persona intervenuta, riferendosi alle Istituzioni. Il silenzio è assordante. Torno a casa, mando un messaggio ad un consigliere di maggioranza: “Visto? Sono bravo ammettilo…”. La risposta: “Tanto sei solo un granello di sabbia, un sassolino nel grande polverone”. Peccato che è proprio da un piccolo sassolino, che parte la valanga…

Federico Marzullo –