Accorpamento Provincie, al Passo San Marco per unire la montagna lombarda

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Sabato 28 Luglio 2012 si riuniscono al Passo di San Marco associazioni e sindaci per avanzare con forza una proposta coraggiosa: unire la montagna ora fammentata in 6 provincie (domani 4) in un’unica grande provincia alpina. La politica non sa guardare al domani, prigioniera dell’impasse da essa stessa creata, sa solo “tagliare”. Abdicata ogni residuo potere decisionale ai tecnocrati espressione degli organismi internazionali subisce la logica della ragioneria applicata alla politica. Le provincie? Abbandonata l’idea di un riassetto istituzionale le si lascia, un po’ più grandi e senza elezione diretta. Si impone un minimo di tot. km2, tot. abitanti, tot comuni. Pur di far vedere che “si fa qualcosa” si procede a razzo (nel paese della lentocrazia) ad attuare il piano in due mesi. Un tempo breve, d’accordo, ma spesso le decisioni innovative emergono sotto la pressione dell’urgenza. Anche nella rigidità dei parametri governativi le Regioni potrebbero elaborare soluzioni intelligenti. Invece si sta procedendo al minimo di accorpamento lasciando in vita più provincie possibile. Come e Varese verrebbero fuse e così Lecco e Sondrio. Mantova dovrebbe “rubare” un po’ di comuni a Cremona (modificando un confine ricco di storia, di fortezze, delle memorie dei mini-stati satellite gonzagheschi) che verrebbe compensata con l’annessione di Lodi. Brescia e Bergamo non sarebbero toccate.

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Gli alpini di due valli al passo San Marco

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Passo San Marco – Era il 1976 quando al passo San Marco avvenne il primo incontro tra le penne nere bergamasche e valtellinesi. Un incontro ideato da un piccolo gruppo di ex alpini dei paesi che stanno sui due versanti della catena occidentale delle Alpi Orobie. Gente che aveva portato il cappello con la penna e che si frequentavano per vicinanza territoriale arrivando a stringere parentele, tra loro il «Furia» di Mezzoldo, al secolo Guido Salvini, Egidio Abate di Albaredo, Luigi Baschenis di Averara, che fu capogruppo degli alpini del suo paese per quattro decenni, e Fortunato Lazzaroni di Averara, tuttora vivente e reduce di Russia.

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Tutti gli antichi ponti sul fiume Brembo in una mostra

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Gli antichi ponti sul Fiume Brembo. Culminano in una mostra e nella pubblicazione di un ricco opuscolo, i quattro anni di intensa attività di studio e di ricerca che l’architetto Raimondo «Remo» Invernizzi ha dedicato ai ponti che varcano il fiume Brembo, da quando è ancora un torrente nei pressi del Passo San Marco – lungo l’antica strada «Priula» – fino a Brembate Sotto – quando il fiume sfocia nell’Adda -, passando per Olmo, San Giovanni Bianco, San Pellegrino, Sedrina, Almenno San Salvatore, Almenno San Bartolomeo, Briolo e Ponte San Pietro. Tutti in provincia di Bergamo.

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Le polemiche sono finite: il Passo San Marco è nuovamente percorribile

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Mezzoldo – Da mercoledì pomeriggio è possibile transitare sul Passo San Marco il più alto colle della provincia di Bergamo che collega la valle Brembana alle Valtellina. La provincia di Sondrio ha completato i lavori di pulizia della strada, dopo l’ultima nevicata dei giorni scorsi, e ora ha riaperto anche il versante valtellinese del valico che è anche il meno esposto al sole. Quello bergamasco era già in gran parte percoribbile nei giorni scorsi. La scorsa settimana gli amministratori della Val Brembana durante un incontro a San Pellegrino Terme si erano lamentati per il ritardo della riapertura della parte valtellinese della strada.

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