casa-marinella – Sempre meno alberghi e sempre più . La ricettività in cambia. In crisi da tempo l’ospitalità alberghiera (che potrebbe però ricevere un impulso dalle nuove terme di San Pellegrino, dal prossimo dicembre) negli ultimi anni sono cresciute le formule di «letto e prima colazione», i «B&b», per i quali spesso bastano una stanza e poco più. Dal 2000 a oggi gli hotel brembani sono scesi da 68 a 50 mentre i «B&b» sono saliti a 14 in pochissimi anni: si trovano da Sedrina fino all’alta valle, in e in Val (a secco, per ora, la Valle , dove c’è però la formula similare della «Baita and breakfast»). Gli ultimi, in ordine cronologico, ad aprire i battenti, sono stati il «B&b» di Lepreno di Serina «Del buon tempo antico» e il «Marinella » di . Contino , 45 anni, gestisce – alla terza generazione – il bar, pizzeria, trattoria Alpino a Lepreno.

«Funzione sociale»
«Il lavoro al bar e al ristorante negli ultimi anni è calato, causa la crisi – dice Cavagna –. Dovevamo rinnovare il tetto del locale così abbiamo pensato di ricavare, all’ultimo piano, tre camere e tre bagni per un bed and breakfast. Qualcosa bisognava inventarsi. Purtroppo noi paghiamo le stesse tasse di un locale in centro a Milano. Siamo invece in un piccolo paese di montag a e chi governa non si accorge che il nostro locale ha anche un’importante funzione sociale». «Con mio padre Benito abbiamo rinnovato il tetto, quindi abbiamo riutilizzato le vecchie travi sistemate per rivestire gli interni – prosegue Cavagna che gestisce trattoria e B&b con la compagna Corina di 29 anni – e visto il tocco ancora rustico abbiamo pensato di chiamare il Bed and breakfast “Del buon tempo antico”. Ora partiamo con questa avventura, speriamo vada bene».C’è chi, invece, nell’attività di ricettività turistica parte da zero, dopo aver perso il lavoro da operaio.

Marino Donati, 50 anni, originario di Lenna si è ingegnato, ha avuto un’idea e, rimboccatosi le maniche, si è dato da fare. Da poco ha spalancato le porte di «Casa Marinella», primo «B&b» di Lenna e uno dei pochissimi dell’alta valle, dopo aver perso il lavoro in una ditta. «Ma il nome Marinella non c’entra nulla con il mio nome di battesimo – dice sorridendo –. Ho svolto una ricerca su alcuni documenti storici e ho scoperto che sul suolo dove sorge la casa, prima che venisse costruita da mio nonno, c’era un grande ciliegio. Per la precisione, era una varietà chiamata appunto “marinella” ». Il «B&b», dunque, è ricavato nella casa di proprietà: «È su due piani, con quattro camere, due bagni e ingressi indipendenti. Io vivo all’ultimo piano». L’intuizione è nata dall’interpretazione delle esigenze delle persone con cui Donati aveva a che fare. «Affittavo i due appartamenti per periodi lunghi, generalmente un anno. Ma quel tipo di turismo è in declino, si fatica a trovare villeggianti interessati all’offerta. Molti, infatti, mi chiedevano se ero disponibile a cedere l’alloggio per un solo weekend, per una settimana o per vacanza brevi. Da lì ho deciso di dare una svolta e di aprire il “B&b”. Le richieste del mercato, almeno da noi, sono diverse rispetto al passato. Ho semplicemente cercato di assecondarle».

«Un valore aggiunto»
«C’è un giardino con il barbecue – spiega Marino – e una cantina a volta antica, composta di sassi. Quando i clienti arrivano per la prima volta, li porto lì e offro loro l’aperitivo». Al padrone di casa la determinazione e la voglia di mettersi in gioco non mancano: «So che per farsi conoscere e raggiungere una buona clientela ci vorrà del tempo. Molto dipenderà da me, però sono convinto di potercela fare». «Questo, per me, non è un secondo lavoro – prosegue Donati –. Posso seguire i miei ospiti, soddisfare i loro bisogni e curare i dettagli per offrire un servizio migliore a tempo pieno. È vero che i nostri paesi si stanno svuotando. Però se ciascuno di noi si dà da fare, possono solo trarne giovamento. Per Lenna e l’alta Valle Brembana un “B&b” in più è un valore aggiunto».

Alberto Marzocchi – L’Eco di

I Bed and Breakfast  della Valle Brembana