E la Val Brembana rinasce con… lo zafferano

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La Val Brembana prova a rinascere con un fiore. Da due anni alcune famiglie, raccogliendo l’invito del vicariato e dell’associazione Gente di Montagna, hanno iniziato a coltivare lo zafferano. Un esperimento che sta mettendo radici, tanto da gettare i semi di una nuova microeconomia su un territorio che più di altri è stato inaridito  dalla crisi. Tutto è partito dall’intuizione del vicario, don Alessandro Beghini. «Ci siamo chiesti che tipo di Chiesa vogliamo essere in questo tempo – spiega – . Non possiamo occuparci solo di liturgia, ma anche dei giovani che perdono il lavoro e abbandonano queste terre. Il mito dell’andare a far soldi in città è tramontato, occorre riscoprire alcune risorse e ricreare i legami perduti. Abbiamo incontrato gente di altre valli per capire quali soluzioni adottare. E abbiamo capito che servivano azioni concrete». Come acquistare dei bulbi e piantarli nel terreno. «Abbiamo scelto lo zafferano perché ci serviva un’idea originale, che suscitasse curiosità e facesse da catalizzatore». La gente ha cominciato a informarsi, cinque famiglie hanno iniziato la coltivazione su piccoli appezzamenti. Per partire basta un investimento di 150 euro, se va bene con il primo raccolto si arriva già a coprire la spesa. Poi i bulbi si riproducono e i fiori aumentano. Lo zafferano rende fino a 40 euro al grammo, ne basta poco per racimolare un piccolo gruzzolo.

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Valbrembana, mille studenti alla centrale di Mezzoldo

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UNICEF-CAI-Valle-Brembana82MEZZOLDO — Quasi mille i ragazzi hanno visitata ieri mattina la centrale elettrica di Ponte dell’Acqua di Italgen, a Mezzoldo, in Alta Val Brembana. L’iniziativa rientra nell’ambito di “Aiutiamo i giovani a scalare il futuro”, promossa dall’Unicef e giunta quest’anno alla sua sesta edizione. Tra i presenti anche numerose autorità locali in rappresentanza dei Comuni della zona, della Provincia di Bergamo e del Cai dell’Alta Val Brembana che hanno potuto vedere dal vivo il funzionamento di un impianto idroelettrico e della diga ad esso collegata.

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Dall’India all’Olanda torna a Lenna la sfida mondiale dei mungitori

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mungituraLenna – Lo scorso anno il successo, soprattutto mediatico, fu straordinario, con tv, radio e stampa di tutto il mondo. Domenica 20 settembre, all’agriturismo Ferdy di Lenna (Bergamo), si disputerà la seconda edizione del Campionato del mondo di mungitura a mano: una quarantina i concorrenti in gara, tra cui sei donne, provenienti da nove regioni italiane, ma anche da India, Romania e dall’Olanda. E proprio un olandese sarà probabilmente tra i protagonisti. Lui è Jan Roelof Spijkervet che, alla bellezza di 80 anni di età, dopo una vita ad allevare frisone e a falciare erba, dall’Olanda è arrivato in Val Brembana per rappresentare il suo Paese e una tradizione secolare, quella appunto dell’allevamento di vacche frisone. E forse anche per ricordare che, negli Anni Cinquanta, il campione in Olanda era lui, capace di mungere otto litri di latte in due minuti dalla sua bovina.

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La mela ha una nuova casa a Moio de’ Calvi

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Moio de’ Calvi – Un centro di gravità permanente, riferimento prezioso per un’attività sempre più articolata. È in programma sabato, a Moio de’ Calvi, l’inaugurazione della nuova sede dell’Associazione frutticoltori agricoltori Valle Brembana (Afavb) nata nel 2007, ma attiva già negli Anni ’90. La nuova casa della Mela Val Brembana è stata realizzata al piano terra dell’ex asilo don Ambrogio Calvi, in piazza IV Novembre. L’antico palazzo, con pregevoli affreschi sulle facciate e un’antica meridiana, è stato oggetto negli scorsi anni di un recupero realizzato dal Comune. Già ospita la «Bottega di Sara» (unico negozio del paese che si fregia del titolo di «Storica attività»), la biblioteca civica, il Centro sportivo comunale e alcuni appartamenti. «I locali della nuova sede – sottolinea Davide Calvi, presidente Afavb – sono stati concessi dal Comune in comodato d’uso gratuito sino al 2019. Costituisce un punto di ritrovo decisivo per la programmazione dell’attività e la gestione delle pratiche di segreteria che coinvolgono in tutta la Val Brembana oltre duecento soci».

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