Averara, dove il sindaco spala la neve

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Averara – La montagna nel tempo si è andata spopolando, così chi vive e conosce quei territori non può che constatare una crescente difficoltà a prendersene cura, anche nelle piccole cose. Ad Averara, però, non ci si dà per vinti: per mettere un freno al rimboschimento dei prati attorno al paese, per esempio, l’amministrazione guidata dal sindaco Mauro Egman ha assoldato (a costo zero) degli «operatori» di tutto rispetto: gli asinelli prestati da un’azienda agricola della zona. «Siamo partiti lo scorso anno: gli asini sono stati portati nei prati, poi dei volontari passano più volte al giorno per accudirli e controllare che sia tutto a posto», spiega Egman. L’esperimento è riuscito, e quest’anno a maggio si riparte.

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Cave da prosciugare, al via l’ultimo atto

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Santa Brigida – Ex cave di Santa Brigida: al via l’ultimo atto per la messa in sicurezza. Iniziati nel 2008, i lavori per riempire le gallerie di gesso del paese, abbandonate da oltre 30 anni, sono ormai alla fase conclusiva. Il quarto lotto inizierà nelle prossime settimane, tempo permettendo, e dovrebbe concludersi nell’arco di cinque mesi. A rendere sicuro le vecchie gallerie, in questi anni di intervento, è stata una speciale miscela di argilla, cemento e acqua, frutto di centinaia di prove scientifiche. Immessa nelle ex cave ha consentito di evitare una probabile catastrofe.

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Export verso il Giappone delle erbe di Averara

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Soluna

Averara – L’Italia risulta essere nel 2013 il Paese europeo che ha avuto l’incremento percentuale più alto nell’export verso il Giappone. Secondo le statistiche doganali del Paese del Sol Levante, l’anno scorso si è chiuso con esportazioni record dall’Italia verso il Giappone per 930,8 miliardi di yen, con un progresso del 21,8%. Nello scambio commerciale, il Giappone ha invece esportato verso l’Italia beni per 319,3 miliardi di yen, con un incremento del 9,3%.

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Quaranta gruppi di penne nere sfilano nel ricordo di Nikolajewka

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Nikolajewka2014-15Branzi – La simpatia per gli alpini è sempre vivissima, e si è avuta ancora una volta testimonianza in proposito ieri a Branzi che ha ospitato la quarantatreesima edizione della manifestazione del ricordo della tragedia di Nikolajewka sul fronte russo nel corso della Seconda guerra mondiale. Tanta folla di valligiani dell’alta Valle Brembana e ancora di vacanzieri di ritorno da una splendente giornata sulla neve, e scroscianti e ininterrotti applausi al corteo che è sfilato dal municipio al piazzale del monumento ai Caduti, a far da contrappunto alle musiche della Fanfara alpina di Scanzorosciate.

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