progettoPirovano: erano una promessa, ora ci sono. Appalto nel 2010, un’opera da 61 milioni. «Quei soldi erano una promessa: ora sono una realtà concreta. Da lunedì, quando avrò tutti gli elementi necessari a disposizione, esamineremo i dettagli della questione, ma il prossimo anno potremo appaltare i lavori e partire con l’opera». Il presidente della Provincia, Ettore, Pirovano, ieri ha ricevuto la notizia direttamente dal Governatore della Lombardia, : i 61 milioni di euro necessari sono lì, pronti all’uso, disponibili sul piano concreto (su quello formale già lo erano dalla fine dello scorso anno, quando lo stesso Formigoni ne aveva comunicato la disponibilità all’allora inquilino di via , ) dopo il via libera della Giunta del Pirellone. Che ieri, nella sua ultima seduta prima della pausa estiva, ha anche sbloccato dal punto di vista finanziario un altro progetto fondamentale per la : quello relativo al nuovo Leolandia Minitalia di Capriate.

«Finora – spiega Pirovano – i fondi per la variante di Zogno erano contrassegnati da una sigla che nel gergo della burocrazia regionale significa “prima o poi te li darò”. Tant’è che sul tavolo, quando mi sono insediato, ho trovato anche una lettera del mio predecessore che sollecitava alla Regione una soluzione della vicenda». E uno dei primi atti presidenziali dello stesso Pirovano fu proprio quello di andare a propria volta a Milano a sollecitare lo sblocco di quel finanziamento che ora, dice lo stesso presidente, «è disponibile nella sua globalità e, soprattutto, nella sua concretezza. Ed è una grande notizia, che mi rende felice per tutta la gente che vive e lavora in . Un’area per la quale esistono già prospettive di rilancio in grande stile, con il progetto San . Ma per la piena riuscita del progetto San è fondamentale anche la componente viabilistica, che adesso, con questa decisione della Giunta regionale, ha compiuto un passo davvero decisivo».

Tecnicamente la variante (già progettata) è lunga 4 chilometri e 700 metri, attraverso un tracciato che si snoderà tra la località Inzogno (a Sud del centro abitato, prima della centrale Enel) e la Madonna del Lavello di Ambria, oltre il paese, verso Nord. Tra questi due estremi sono previsti una galleria di 607 metri, un tratto all’aperto di 380, un’altra galleria lunga un chilometro e 730 metri (sotto il monte di ), un tratto in superficie di un chilometro e 574 metri e il rondò ad Ambria. Un’opera complessa, per la cui realizzazione sono previsti cinque anni di lavori. Lavori che, ad onor del vero, alla fine del 2008 – quando Formigoni annunciò a Bettoni di aver reperito i soldi necessari nelle pieghe del bilancio regionale – era stato previsto di appaltare e far partire già quest’anno, ma le cose sono andate diversamente.

Ora invece si parla del 2010, per un’opera comunque già progettata che Zogno – al di là delle implicazioni dell’opera sul progetto San Pellegrino e sull’intero traffico vallare – attende soprattutto per se stessa, e per scrollarsi di dosso l’assedio dei 23 mila veicoli che l’attraversano ogni giorno, amplificandosi ulteriormente a livello drammatico nei fine settimana.

Un’opera nella quale crede profondamente anche la Regione, al punto che, disse a suo tempo il presidente Formigoni «sarà una boccata d’ossigeno per la vita quotidiana degli abitanti della Valle Brembana, ma è anche un gesto di fiducia concreta nei confronti di una realtà territoriale dalle enormi potenzialità e che in questo momento sta vivendo una situazione con la chiusura di diverse realtà produttive. In questo senso la variante è una sferzata per l’occupazione, perché fare grandi opere in momenti difficili come questo vuol dire anche dare un segnale all’economia».

Piero Vailati – L’Eco di Bergamo