Il rugby in è cresciuto e, a partire da questa stagione, muove i primi passi nella cittadina di . In realtà, la disciplina della palla ovale in riva al viene praticata da alcuni anni con i colori della Rugby , ma per la stagione 2008/09, sotto la guida del presidente Quaglia, ex consigliere della squadra giallorossa, i zognesi hanno capito di aver raggiunto la maturità per camminare da soli.

La squadra si chiamerà «Rugby Zogno Valbrembana», nome che evidenzia l’intento di proporsi come punto di riferimento per tutta la valle, e giocherà sul manto verde del campo sportivo , grazie anche all’interesse dell’amministrazione comunale, con a capo l’assessore allo sport Domenico Capelli.

Il quadro dirigenziale è completato dal vicepresidente Cavada e dal segretario Rossini, che si avvarranno, per le varie iniziative, principalmente a sfondo sociale, già in programma, dell’apporto prezioso dei numerosi appassionati, tra i quali ci sono soprattutto i genitori dei praticanti.
In campo, i ragazzi di età tra i 5 e 13 anni verranno guidati da Corrado Serrati, tecnico anche della prima squadra della Reproscan, a sottolineare il mantenimento dei buoni rapporti tra i due club, allenatore dal recente passato eccelso in quel di Pavia, e Lucia Gipponi, laureanda in scienze motorie, cui spetterà il compito di aiutare la crescita psicomotoria degli atleti.

Luca Quaglia con grande entusiasmo commenta: «Il nostro scopo principale non è quello di perseguire risultati agonistici, bensì quello di trasmettere valori prevalentemente educativi, che preparino i ragazzi a crescere sani e soprattutto a diventare “uomini”. Per questo sosteniamo la pratica del rugby. Riuscire a coinvolgere anche i bambini più timorosi e insicuri per vederli poi correre sicuri e decisi per il campo, a conferma che il rugby riesce a formare i ragazzi sia dal punto fisico che umano».
L’inizio delle attività è previsto per lunedì 22 settembre e il primo giorno della settimana è quello designato, ore 16,30, per tutti gli allenamenti, con l’intenzione di raddoppiare la seduta tecnica ogni quindici giorni.

Obiettivi ambiziosi, grande entusiasmo, voglia di crescere con la realtà circostante secondo i principi rugbistici in un contesto sano come quello della valle; lo sport ha trovato una nuova casa, eretta su basi solide, da godersi mattone su mattone.

Gilberto Rivola – L’Eco di Bergamo