Zogno – Un vero successo, forse superiore alle aspettative, per la manifestazione alpina che si è svolta ieri a . Nonostante il cielo coperto e lo scroscio d’acqua delle nove e mezzo la sfilata delle penne nere , che festeggiavano la trentesima adunata sezionale e il novantesimo anniversario del gruppo locale, ha visto la partecipazione di oltre cinquemila persone, mentre sono stati centinaia gli spettatori che lungo il percorso hanno applaudito e gridato «Viva gli alpini». Il paese brembano ha saputo accoglierli nel modo migliore con numerosissime bandiere, coccarde, nastri tricolori alle finestre, sui terrazzi da cui sono state gettate bandierine di carta. Le truppe alpine Presenti, oltre al vessillo sezionale portato come sempre dall’alfiere in guanti bianchi Armando Finotto, i gagliardetti di 259 gruppi bergamaschi e i vessilli di sezioni ospiti lombarde, venete ed emiliane.

Apprezzati in particolare gli alpini in armi che si trovano a Bergamo per l’operazione «Strade sicure» e, a rafforzare il legame tra la sezione bergamasca e le Truppe alpine il colonnello del Quinto di stanza a Vipiteno Michele Biasutti e il colonnello del Sesto di stanza a Brunico Luigi Rossi. Numerosi i sindaci, il gonfalone della Provincia con l’assessore alla Protezione civile Fausto Carrara e, a rappresentare il comune di Bergamo, il vicesindaco Gianfranco Ceci. Come da rituale consolidato, dietro allo striscione «Berghem de Sass», hanno percorso i tre chilometri di strade zognesi i volontari della Protezione civile e ’Ospedale da campo, del nucleo cinofilo Argo con 20 cani, ’Antincendio boschivo, gli atleti e centinaia di alpini dei diversi gruppi; a cadenzare il passo le fanfare alpine e il corpo bandistico di Zogno. Gli striscioni fatti sfilare raccontano i valori in cui le penne nere credono fermamente; dall’ormai classico e amatissimo «Donare vuol dire amare» ai più recenti «Solidarietà: il miglior disarmo » e la citazione, quanto mai attuale, da Papa «La pace è il sommo dei beni» proprio del gruppo di Sotto il Monte; una concessione all’ironia dalla scritta: «Berghem de sura… Berghem de sota… gli alpini non hanno confini».

Parapendii a motore nei cieli Durante la sfilata due amici con parapendio a motore hanno più volte sorvolato Zogno con una bandiera, facendo sollevare lo sguardo verso il cielo. Ammirati, soprattutto dai bambini, i mezzi militari messi a disposizione dal collezionista Gianandrea , sui quali sono stati trasportati i reduci: Pasquale Paleni di , Giuseppe Falgari di Bergamo, Romulado Forcella di Zogno, Pietro Bugada di Capizzone, Oreste Riva di Petosino, tutti novantenni, o quasi. Ognuno di loro avrebbe una storia da raccontare, ma quello che conta poter essere ancora con gli amici alpini.

La sfilata si è conclusa all’oratorio di Zogno che ha offerto uno spazio adatto ad accogliere spettatori e alpini. Qui si sono tenuti i discorsi di rito nei quali è stato ricordato più volte il presidente Leonardo Caprioli, scomparso a luglio. Decisamente soddisfatto il capogruppo di Zogno Luigi Garofano, per il festeggiamento in grande stile del 90° del gruppo che guida da quasi vent’anni, un gruppo che detiene due record: è infatti il più numeroso della sezione e ha ospitato ben quattro adunate sezionali, tra le quali la prima del 1983. «È un onore grandissimo tagliare questo traguardo ha detto –. I 90 anni non indicano invecchiamento, ma una rinascita che ogni anno avviene con nuovi iscritti giovani ». A rappresentare la giovinezza del gruppo 90 alunni della scuola primaria con altrettanti tricolori. «Ricorderemo questo giorno» «Oggi ci sono tanti alpini e tanti zognesi: è uno spettacolo che ricorderemo a lungo – ha commentato il sindaco di Zogno Giuliano Ghisalberti –. Abbiamo onorato i nostri alpini che sono sempre attivi sul territorio e vivono i sentimenti di solidarietà e rispetto, in crisi nella nostra società».

Il vicepresidente vicario Antonio
Arnoldi ha portato il saluto del presidente Carlo Macalli, che ha ricordato «il particolare legame che unisce la sezione con le Truppe alpine, consolidato con la recente presenza del Quinto a Bergamo per le escursioni estive e l’ospitalità a San Candido offerta dal Sesto a una cinquantina di ragazzi per un periodo di avvicinamento alla ». Un legame sottolineato anche dal colonnello Biasutti: «Ci unisce la conoscenza della , il cappello rimasto immutato nel tempo, l’amore per la bandiera che ci rende, oggi come ieri, bravi alpini e bravi cittadini».

«Al presidente Macalli – ha sottolineato il colonnello Rossi – va riconosciuto di aver compreso quanto sia importante lavorare insieme». Infine Giorgio Sonzogni, consigliere nazionale, ha portato il saluto del presidente nazionale Sebastiano Favero e ribadito che gli alpini sono un patrimonio a cui l’Italia non può rinunciare. Alla conclusione dei discorsi ufficiali qualcuno ha notato che nessun riferimento è stato fatto a un evento storico di cui
ieri ricorreva il 70° anniversario: l’8 settembre 1943 veniva reso noto l’armistizio tra Italia e Alleati e iniziava uno dei periodi più drammatici della nostra storia.

Laura Arnoldi – L’Eco di Bergamo

Le immagini della sfilata degli Alpini a Zogno