E adesso ci siamo. La variante di , croce e delizia di amministratori e pendolari, progettata e poi stoppata, finanziata, lasciata a secco e poi rifinanziata, parte davvero. Si apre il cantiere. L’assegnazione ufficiale dei lavori avverrà lunedì a , con una cerimonia ufficiale. Le vicissitudini dell’arteria ci insegnano che a cantar vittoria non si fa sempre bene? Diciamo che dopo un tira e molla ventennale adesso una certezza esiste: con il cantiere aperto indietro non si torna e se c’è un momento per essere ottimisti, pare essere questo. Tanto più che la cerimonia l’han fissata di lunedì, e niente carica di più (nell’esultare) i forzati dell’ex statale 470 che un bel weekend d’estate trascorso nel suo finire fra un codazzo e l’altro, sciroppandosi a fine scampagnata un paio d’orette in colonna.

I serpentoni all’altezza di Zogno hanno infatti un’eco quasi epica, da tanto sono pesanti: inchiodati finiscono escursionisti d’estate e d’inverno, villeggianti o vacanzieri mordi e fuggi. Per non parlare di chi da queste parti ci abita. Sono infatti decine di migliaia i veicoli che nei giorni di punta percorrono la da a San Pellegrino. Ma adesso, anche se non immediata – l’opera è complessa e per portarla a termine ci vorranno più o meno tre anni –, la svolta si avvicina.

Vent’anni, 43 milioni
Costa 43,6 milioni, la variante di Zogno, ed è attesa da almeno vent’anni. Il primo progetto risale al 1992, varato dalla Comunità montana per conto dell’Anas. Un progetto che è stato progressivamente modificato, anche per via di sonore «toppate». Nel 2000 si decide che il piano va rifatto e passa in carico alla Provincia, che oggi partecipa ai costi dando man forte alla Regione. L’ultimissimo ritocco progettuale è del mese scorso: non più uno svincolo aprirà l’arteria a sud, ma un rondò meno impattante. Inoltre, sono state modificate le pendenze di una delle due gallerie che compongono il tracciato: si tratta di quella del Monte di Zogno, che sarà più facilmente percorribile dai tir grazie a una sforbiciata dal 5% al 3%. Il tracciato a cui si inizierà a lavorare lunedì è lungo 4,7 chilometri: dalla località Inzogno, risale attraversando una prima galleria di 564 metri, poi prosegue in trincea per attraversare un’area di speroni rocciosi. Seguono il tunnel Monte di Zogno, lungo 2.200 metri, infine lo sbocco ad Ambria. Per concludere l’opera in tutte le sue parti saranno necessari circa mille giorni. Significa che l’«happy end» è atteso nel 2014.

Come Brebemi e Pedemontana
Alla firma lunedì in municipio a Zogno sono attesi i rappresentanti di Regione, Provincia, Comune, dell’impresa Itinera di Tortona (Alessandria) che si è aggiudicata l’intervento. Parteciperà anche il prefetto, Camillo Andreana, perché verrà siglato un protocollo antimafia. Si tratta dell’adesione a procedure di controllo incrociato che mettono all’angolo il rischio di infiltrazioni malavitose nei subappalti. È lo stesso seguito da Brebemi e Pedemontana: promosso dal ministero dell’Interno, vede qui la sua prima applicazione su un’opera provinciale.

Coperte corte e aut aut
La variante è molto costosa: per arrivare alla copertura dei costi, difficile in tempi in cui tutti gli enti pubblici fanno i conti con strette di bilancio, si è passati pure attraverso un botta e risposta pepato fra Provincia e Regione. Mentre l’iter procedeva, la scure della Finanziaria 2010 si era abbattuta sul Pirellone, mettendo in forse i fondi già preparati. Il presidente di Via Tasso era arrivato a minacciare di sforare il patto di stabilità per finanziarla, mentre la Regione con l’assessore alla Viabilità, Raffaele , era alle prese con la coperta corta per far fronte alle tante opere invocate dai lombardi. Alla fine del 2010 Regione e Provincia hanno poi trovato la quadra perché, hanno detto Pirovano e il governatore Formigoni in una conferenza congiunta, «il territorio ha bisogno questa variante».

«Opera prioritaria»
Giuliano Ghisalberti, sindaco di Zogno, è entusiasta: «Sono contento che si arrivi a questo passo. È decisivo. Sono contento soprattutto per la mia gente. Si meritano quest’opera, che risolverà disagi enormi». E anche la Valle produttiva», che a una vocazione turistica contrappone l’ormai atavica carenza infrastrutturale, vede un po’ di luce la luce alla fine del tunnel. «Abbiamo tenuto duro…», prosegue il sindaco. Ritardi? «Ci abbiamo sempre sperato, quest’opera si doveva fare. Adesso si realizzerà con l’impegno di tutti. Finalmente». Dal canto suo Pirovano sottolinea che «siamo a questo punto grazie alla sintonia fra tutti gli enti coinvolti. Abbiamo anche ritoccato il progetto migliorandolo, pensiamo alle pendenze ridotte di uno dei due tunnel. Questo implica costi in più, ma stiamo cercando la soluzione, magari anche attraverso la Legge ». E aggiunge: «Lo sforzo economico, comunque, andava fatto: per tutti noi la variante di Zogno è un’opera primaria e non più rinviabile».

L’Eco di – Anna Gandolfi

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