Zogno, crolla nel torrente metà posteggio
Zogno Articolo letto da 222 Utenti - Pubblicato il 6 Febbraio 2008Boato nella notte sveglia gli abitanti Area a rischio, non c’erano auto. ZOGNO Nella tarda nottata di lunedì un boato ha svegliato gli abitanti del quartiere richiamandoli alle finestre per accertare cosa fosse successo. Nella penombra hanno notato che buona parte del parcheggio antistante le loro abitazioni in quel di Zogno non c’era più: era finito nel torrente Ambria che scende dalla Valle Serina. Il momento del crollo lo racconta Attilio Gherardi, impresario edile che abita proprio di fronte al parcheggio finito per una buona metà nel torrente sulla sponda opposta del corso d’acqua, sulla sinistra orografica della valle Brembana. «È stato esattamente alle 4,15 - spiega Gherardi - e sono sicuro dell’ora perché mentre stavo andando sul terrazzo, posto a strapiombo sul torrente fuori della mia camera da letto, ho dato uno sguardo all’orologio. Ho poi guardato davanti a me e non ho visto più il parcheggio. Sulla facciata della mia casa c’è ancora del fango schizzato dal torrente».
Uguali le osservazioni espresse dagli abitanti delle altre case che sono stati svegliati dal fracasso causato dal crollo. Qualcuno ha avvertito i carabinieri della stazione locale e i vigili del fuoco del distaccamento di Zogno, nonché il sindaco Angelo Capelli e l’assessore Lino Gherardi che si sono immediatamente recati sul posto. Il sopralluogo ha consentito di accertare che non c’erano danni alle persone e neppure alle cose, in questo caso alle vetture. «Sapevamo che il parcheggio non era stabile – ha affermato il sindaco -, ragion per cui già da tempo avevamo provveduto a transennare la porzione di area di sosta considerata a rischio. Per questo non c’erano auto parcheggiate».
A rischio il muraglione dell’87
La situazione è stata precisamente definita nella prima mattinata di ieri con sopralluoghi ancora del sindaco e dell’assessore, dei tecnici della Provincia e del Genio civile nonché della Snam, in quanto a fianco del terrapieno crollato corre una tubazione del metano, che non dovrebbe però aver subìto danni. Il luogo del crollo si trova precisamente tra i due ponti che collegano i due quartieri nei quali si articola l’abitato della frazione attraversata dal torrente Ambria. Sulla sponda destra corre il tratto iniziale della strada provinciale 27 di Valle Serina.
Nel 1987, perciò ai tempi della grande alluvione in Valle Brembana, sempre su questa sponda, con le tecniche e le normative del tempo per difendere la sponda e la strada provinciale, era stato eretto un muraglione che è stato riempito fino a costituire uno spiazzo sopra il quale, una decina di anni orsono, era stato ricavato un parcheggio per una ventina di posti auto. Metà è ora finito nel torrente e l’area coinvolta nella frana si è pericolosamente avvicinata al muraglione di sostegno della strada.
Si suppone che il cedimento sia dovuto alle infiltrazioni d’acqua sotto le fondamenta del muraglione e nel corpo del terrapieno, che ieri notte ha ceduto di schianto. Spiega ancora il sindaco Capelli: «La situazione veniva da qualche tempo monitorata poiché erano stati notati degli avvallamenti nel piano di parcheggio, in particolare vicino al vecchio ponte. Da qui la decisione di transennare per motivi precauzionali una buona metà dello spiazzo».
Precauzione quanto mai utile visto che l’altra notte davvero lo spiazzo della sosta ha ceduto: «Di prima mattina – prosegue il sindaco – ci siamo immediatamente attivati chiedendo l’intervento di tutti i soggetti istituzionali che potrebbero essere coinvolti nella soluzione della vicenda».
«Soluzione in tempi rapidi»
Si attendono ora i risultati dei sopralluoghi e subito dopo le decisioni che verranno assunte per il ripristino della sicurezza della zona. Zona critica in prima battuta per la viabilità locale e della Valle Serina. «Il problema è serio - conclude Capelli - e richiede un intervento di somma urgenza. Voglio dire tempi rapidi per la ricostruzione del muraglione, prima che arrivino le probabili piene primaverili: il torrente Ambria non scherza quando va in piena».
Sergio Tiraboschi - L’Eco di Bergamo
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