Zogno – Uniacque ha presentato ieri la sede operativa per la Valle Brembana e la Valle Imagna collocata nell’area produttiva ex Falck di , a due passi dal depuratore che ha in gestione dal febbraio scorso. La nuova struttura – una delle cinque che la società ha attivato in provincia e definita “Divisione operativa territoriale” – è stata presentata agli amministratori dal presidente Alessandro Longaretti e dai collaboratori. «L’apertura a trova motivazione nella collocazione strategica sul territorio delle due valli, ottimale per l’accesso del pubblico per le pratiche di attivazione del servizio, per l’operatività dei tecnici che dovranno fornire materialmente il servizio e attuare tempestivamente tutti gli interventi necessari a garantirne la regolarità».

Uniacque – ha continuato Longaretti – si occupa per statuto societario di captazione delle sorgenti, di distribuzione dell’acqua potabile, di raccolta e calettamento e di depurazione delle acque reflue, un’azione integrata che già viene espletata in 150 comuni». Negli interventi dei rappresentanti del Consiglio di amministrazione e dei tecnici della società è stata presentata la nuova struttura. Si dispone di uno spazio di 1.400 metri quadrati, di cui mille a carattere operativo (rimesse per gli automezzi, magazzini, officina), con ingressi riservati al personale tecnico, e i restanti 400 attrezzati a uffici (ricevimento del pubblico, amministrazione, progettazione), archivio, mensa e servizi vari. Nella sede opereranno a vario titolo una ventina di addetti. Infine: la sede zognese ha competenza su venti comuni delle due valli con un bacino di 15 mila utenze per 50 mila fruitori del servizio idrico.

Consenso per la realizzazione è stato espresso dal presidente della Comunità montana e del sindaco di Zogno Giuliano Ghisalberti, che ha voluto evidenziare il lavoro dell’assessore Lino Gherardi per la realizzazione della nuova sede. «La scelta su Zogno di Uniacque – ha detto Ghisalberti – è un valore aggiunto per la valle che troverà agevolmente un servizio prezioso sul territorio».

Sergio Tiraboschi – L’Eco di Bergamo