ZOGNO – Il patrimonio naturale del si è arricchito dei «corpi idrici» (cioè vallette, alvei e affini) esistenti sul territorio comunale. La competenza su questa realtà ambientale è infatti passata da Stato e Regione direttamente al Comune. La delibera che sancisce il passaggio è stata approvata all’unanimità nel corso dell’ultimo Consiglio comunale. A illustrare il piano è stato l’assessore ai Lavori pubblici Lino Gherardi, che ha seguito passo passo i geologi nel lavoro di indagine sul territorio durato quasi tre anni. «Il territorio zognese, vasto oltre 36 chilometri quadrati – ha precisato in premessa l’assessore – è percorso da numerose vallette, nelle quali scorre o potrebbe scorrere un corso d’acqua. Tutti sono identificati e mappati, con riferimento a tipologia e consistenza. Il tutto era compreso in un sistema idrico di competenza statale o regionale che, in sede di revisione della normativa, è stato ora diversamente classificato.

Nel nostro caso, sono rimasti di competenza regionale il Brembo e alcuni sui affluenti, mentre sono passati di competenza comunale tutti gli altri alvei o vallecole minori, che sono esattamente trecento, compresi il canale Enel e la roggia Traini». Ci si domanderà quali possano essere i risvolti pratici della nuova normativa. «Per qualsiasi operazione in prossimità di un corso d’acqua – spiega l’assessore – si doveva prima fare riferimento alla Ster, cui spettava dettare norme anche di natura preventiva, oltre che manutentiva. Ora la competenza è invece comunale, anche per l’acquisizione dei diritti dovuti per qualsiasi intervento. La novità per il cittadino sta dunque nell’agevolazione del disbrigo di pratiche, mentre il Comune, che avrà un introito, dovrà preoccuparsi della manutenzione degli alvei e della normazione degli interventi».

E a proposito di manutenzione, la relazione dei geologi pone l’attenzione sullo stato di alcune vallecole, soggette a sversamento di acque reflue e alla presenza di rifiuti e di vegetazione spontanea che in occasione di intense precipitazioni e ingrossamento dei corsi d’acqua potrebbero innescare problemi di esondazione.
Nel corso della medesima riunione, e sempre all’unanimità, sono state approvate quattro convenzioni d’uso di strutture comunali con altrettante società sportive locali.

Si è diffusamente discusso, infine, su una mozione presentata da Democratica, concernente l’inserimento a bilancio di un fondo di solidarietà per i lavoratori disoccupati, già presente nel bilancio dello scorso anno. Lo scorso anno era arrivata una sola richiesta: erano quindi stati erogati cinquemila euro, a fronte di una disponibilità di 30 mila. L’istanza di Democratica non è però stata accolta. «La specifica preoccupazione sociale di Democratica – ha affermato il sindaco Ghisalberti – è condivisa dalla maggioranza, che nel passato aveva istituito il fondo di solidarietà, e c’è massima attenzione per eventuali situazioni. La mozione è dunque condivisa nel merito, ma non può essere accettata semplicemente per questioni tecniche. Restiamo pronti comunque a esaminare particolari situazioni di disagio».

Sergio Tiraboschi – L’Eco di Bergamo