Zognese una panchina per due pensando alla salvezza
Zogno, _Sport Hobby Articolo letto da 276 Utenti - Pubblicato il 3 Novembre 2007Il calcio dà , il calcio toglie. E se si accorge che in Promozione sei l’unica squadra ad avere due allenatori invece che uno, ti chiede pegno in forma diversa: sfortuna, infortuni, imprevisti di vario genere. Almeno così capita alla Zognese, dove se chiami per capire se il duo Ruggeri & Giuliani ha qualcosa a che vedere con gli svedesi Soderberg-Lagerback di Euro 2004 (lo «psicologo» e il «tattico» ricordate?), ti rispondono con un sorriso, spiegano con dovizia di particolari, ma sottolineano che la parte succulenta della questione è un’altra: la classifica da muovere domani, nonostante tutto, nella tana del lupo del Sellero Novelle.
Perché se in Val Brembana a quanto pare non tira ancora aria di crisi, l’inverno è ormai alle porte. E un po’ di fieno in cascina, per ogni evenienza, non guasta mai. Giuliani-Ruggeri, due allenatori per una sola squadra: questione curiosa, no? Giuliani: «E’ così da tre stagioni, per decisione della società che ha affiancato alla gioventù del sottoscritto (40 anni ndr) l’esperienza di Giuseppe che è nel calcio da sempre e per me è come un secondo padre. Scelta azzeccata sotto tutti i punti di vista: quattro occhi vedono meglio di due…».
Ruggeri: «In attesa che Enrico consegua questo benedetto patentino, mi hanno chiesto di collaborare con lui: nonostante l’età (65 primavere) il calcio mi appassiona ancora, e ho dato la mia disponibilità . E non certo per fare solamente da prestanome…». Domani fate visita al Sellero. A proposito: la formazione chi la fa? Giuliani: «Decisivo è il caffè del sabato mattina. Lì ci si siede a tavolino, ci si confronta e si ragiona insieme su schemi e interpreti. Per stavolta però, ci sono pochi dubbi: dopo gli infortuni di Putti e Risi, le scelte sono quasi obbligate».
Ruggeri: «Lui propone, poi si discute. Disaccordi? Sì, a volte succede che ce ne siano, ma con il buon senso e il dialogo ci veniamo incontro: so come prenderlo, per me è quasi un secondo figlio, lo allenavo da ragazzino…». Non si discute, invece, sull’importanza di questa trasferta: la classifica è da rimpinguare. Giuliani: «Sì, siamo ultimi insieme ad altre tre squadre a quota 5 punti. Se ci sentiamo in discussione? No, quello no: sapevamo che sarebbe stato un campionato difficile, sin qui il gioco c’è sempre stato e la rosa non è mai stata completa».
Ruggeri: «Dobbiamo cercare la prestazione, il risultato sarà una conseguenza. Loro sono una squadra scorbutica che vive un buon momento di forma (12 punti in classifica e 6 risultati utili ndr) ma con carattere, cuore e generosità , le nostre armi, ce la possiamo giocare».
Poi il calendario dice Rovato, Sovere, Lemine, VeVer e Sebinia tutte di fila. Inizia il vostro «vero» campionato. Giuliani: «Sì, con l’obiettivo della salvezza. Siamo un gruppo costruito con budget e principi atipici per la categoria: in rosa abbiamo 14 giocatori di Zogno: l’eccezione è Hu, prelevato dal Curno, un Gattuso d’Oriente trapiantato qui».
Ruggeri: «Concordo sino a un certo punto: già domani possiamo fare bene, anche con la Grumellese sulla carta era una sfida quasi impari e invece è finita 1-1. Assenze importanti o meno in campo andremo in undici, no?». Esatto. E con due allenatori in panchina, uno a dirigere, l’altro a dare le dritte al momento giusto. Giuliani e Ruggeri, la panchina più atipica della Promozione bergamasca.
Luca Persico - L’Eco di Bergamo
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Inserito il 14 Gennaio 2008 alle ore 20:20 CET
il problema della Zognese è che ha dei buoni giovani ma per motivi secondari non li mette in campo..che senso ha metter dentro dei 35enni ormai scoppiati quando si hanno a disposizione (mi viene in mente la punta Bertocchi, ma anche altri) giovani talentuosi che potrebbero dare un gran contributo?
misteri..ricordatevi però che è meglio evitare che i futuri Beppe Signori vengano scoperti ancora oggi a centinaia di chilometri da casa nostra..