Salvato il servizio senza fili: la Provincia sposterà nelle aree critiche le antenne dei paesi che hanno avuto l’Adsl. Coinvolte 64 amministrazioni. E per ampliare la connessione rapida nella 5 milioni di euro dalla Regione. «Un attimo che mi connetto». Potrebbe passare un attimo davvero, come trenta secondi, trenta minuti o un giorno. Dipende dalla fortuna o dalle congiunzioni astrali di nostra meraviglia il world wide web. Ordinaria amministrazione nei comuni di , alta ma neanche troppo, dove il «digital divide» colpisce duro e dove captare il segnale della connessione internet è spesso un’impresa.

Nella Bergamasca, secondo le stime della Provincia, sono una settantina i comuni sprovvisti del servizio classico di internet veloce, l’Adsl che viaggia sui cavi di rame del telefono con centrali abilitati. In queste zone c’è chi per mettersi al passo usa le chiavette, chi scova offerte di operatori privati. In montagna, poi, il pubblico dà una mano con la rete wireless creata con i fondi dell’Obiettivo 2. Ma proprio questa rete , per questioni economiche e di mercato, rischiava di essere scollegata a partire da luglio. I motivi? Economici. L’operatore a marzo aveva infatti comunicato l’indisponibilità a proseguire il contratto. In via si erano quindi detti disposti a tentare il salvataggio.

Ora è tutto definito: l’accordo con i gestori è stato rinnovato, ma paralle amente ci sarà una riorganizzazione delle reti che riguardano, lo precisiamo, in vastissima parte i municipi. L’operazione è questa: sui paesi più svantaggiati verranno concentrate le attrezzature e gli apparati (antenne, ma soprattutto elementi di fornitura elettrica) ora sparsi su un territorio molto più ampio. Altrove, dove le verifiche effettuate ad hoc hanno mostrato la presenza dell’Adsl (che al momento del via al progetto magari non c’era), la Provincia si accollerà la bolletta comunale.

Ma anche per i privati è in serbo una novità, anche se non proprio dietro l’angolo: il bando Infratel della Regione, nato proprio per superare il «digital divide» con primi interventi nel 2012, mette a disposizione per combattere il «digital divide» nella Bergamasca qualcosa come 5 milioni di euro. Partiamo dal salvataggio della rete senza fili messo in atto dalla Provincia. Avviato alcuni anni fa, il piano wireless per stessa ammissione dell’assessore all’Innovazione tecnologica Roberto Anelli «ha un sacco di lacune perché nato con apparati tecnologici già dall’origine superati. Ma in alcune zone è meglio di niente». Ad essere messi male sono una trentina di comuni sui 64 interessati dall’Obiettivo 2, il cui progetto prevede il posizionamento di antenne sui municipi. Un servizio che però gli operatori contrattualizzati da via Tasso non ritenevano più sostenibile economicamente, per cui avevano annunciato l’indisponibilità a restare in campo.

«Troveremo una soluzione», aveva detto Anelli. Il piano ora è definito: coinvolti 64 comuni, di cui metà circa messi molto male e altri in cui nel frattempo è arrivata l’Adsl. Sui primi verranno concentrate le strutture (ripetitori, reti elettriche, pezzi per la manutenzione) oggi sparse su 64 centri, mentre per gli altri municipi la Provincia pagherà il canone Adsl. «Il servizio nei 32 paesi in condizioni più difficili dovrebbe così migliorare.

E la copertura diverrà potenzialmente una opzione, se l’operatore lo confermerà, anche per i privati». Nelle Valli Seriana, Brembana e di Scalve, infatti, il sistema wireless serve esclusivamente i municipi e avverrà la ridistribuzione. Nei 17 comuni della Imagna, dove invece il sistema è utilizzato via contratto anche da alcune centinaia di privati, la rete senza fili sarà mantenuta in toto per non provocare problemi. Oltre alle aree valdimagnine, vedranno potenziata la copertura senza fili , Valnegra, Moio de’ , , Valgoglio, Valbondione, Gandellino, Gromo, Ardesio, , Sedrina, , Colere e Azzone. I lavori inizieranno fra giugno e luglio e la copertura nuova sarà attiva dall’estate. Specificano da via Tasso che «l’elenco potrebbe subire piccole variazioni a causa degli accertamenti della disponibilità di Adsl al momento dell’installazione». Per il mantenimento del servizio in Valle Imagna il contributo della Provincia è di 100 mila euro per tre anni, nelle altre valli siamo sui 58 mila forfait, 43 mila l’anno per tre anni, più il pagamento delle bollette Adsl. «A conti fatti, rispetto a ora, anche le risorse – conclude l’assessore – vengono ottimizzate».

Fin qui i municipi e una piccola parte di privati. Ma per chi fatica a navigare ci sono altre buone nuove. Infratel, la società creata dalla Regione per combattere il «digital divide», ha avviato le operazioni che porteranno ai primi risultati dal 2012. L’obiettivo della società è contribuire all’infrastrutturazione dei territori in cui manca, per il cosiddetto fallimento di mercato», il servizio internet veloce: il pubblico porterà le fibre ottiche nelle centrali sprovviste e ne adeguerà i sistemi, in modo da mettere una toppa a quello che nel 2010 è un serio problema anche per lo sviluppo economico dei territori. «Per la Bergamasca il bando regionale ha 5 milioni di euro a disposizione», spiegano dalla Provincia. E l’offensiva anti internet lumaca prosegue.

Anna Gandolfi – L’Eco di Bergamo