La gara d’appalto per la variante di Zogno era già in corso. Per sospenderla, come chiesto dalla Regione, serviva una delibera di Giunta regionale, e non una semplice lettera». Il presidente della Provincia e il suo vice Capetti, in un comunicato congiunto, replicano all’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo. Questi, dopo il previsto taglio dei finanziamenti statali, lo scorso 2 agosto aveva invitato le Province a non accelerare gli iter delle opere pubbliche. I soldi non sarebbero bastati per tutti, neppure per la variante di .

Una lettera non basta
«Ma la lettera – scrive Pirovano – si limitava a dire alle Province che la Regione non era in grado di garantire il finanziamento degli interventi non ancora in cantiere». E quella lettera non bastava per sospendere la gara d’appalto di Zogno. «Una procedura di gara pubblica non può essere interrotta o sospesa per un fatto esterno all’ente, salvo incorrere in responsabilità a carico della Provincia». Pirovano, poi, sottolinea ancora che la variante di Zogno, negli incontri con la Regione, «figurava tra gli interventi vicini al contratto. Vi era quindi la certezza che sarebbe stata inserita tra le prioritarie rispetto a opere di altre Province, ancora in fase preliminare». E chi, come la Provincia di Pavia, ha invece sospeso i contratti, su indicazione della Regione? «Ciò è avvenuto per ragioni indipendenti dalla Finanziaria tre mesi prima della lettera dell’assessore – ricorda Pirovano –. Noi non eravamo nelle condizioni giuridiche di poter sospendere un procedimento di gara in fase di conclusione in quanto le procedure non possono essere modificate per legge».

«La variante di Zogno può e deve essere finanziata essendo, a oggi, l’unica opera provinciale tra quelle previste nella programmazione regionale con contratto già stipulato. Deve essere finanziata con parte dei 43,5 milioni a disposizione della Regione (alla variante ne servono 26, dopo il ribasso d’asta, ndr). Perché se l’assessore applicasse i criteri di solito utilizzati dalla Regione prima dovrebbe proprio finanziare le opere già avviate, come la variante di Zogno».

«Vittima sacrificale inaccettabile»
Sulla vicenda interviene anche il segretario del circolo Pd della Val Serina Andrea Tiraboschi: «Sostengo lo sforzo di Pirovano (pronto a rompere il patto di stabilità per fare la variante, ndr) e spero si dimetta se non porterà a casa le gallerie. Perché ritengo inaccetabile che venga a fare la vittima sacrificale quando, se non fosse stato per il Pd, Lega e Pdl avrebbero tenuto nascosto il problema del finanziamento». Infine, la lista di minoranza «Zogno democratica» tiene a precisare che assemblea pubblica sulla variante, ricerca e opuscolo sulla cronistoria del progetto (citati nell’articolo di ieri) sono opera del gruppo e non del Pd.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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