ZOGNO «In discussione non ci sono solo i trasferimenti del decreto legislativo 112/98, ma anche i fondi Fas e della Bassanini». L’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo, ieri in aula, non ha rassicurato sulle sorti della variante di . Anzi. Nel corso del Consiglio regionale che ha aperto la tre giorni sull’assestamento al bilancio per l’esercizio finanziario 2010 e il bilancio pluriennale 2010-2012 del Pirellone ha detto: «L’opera resta prioritaria per la Lombardia, ma a oggi non siamo in grado di valutare i tagli che la manovra ci costringerà a fare. Tagli che potrebbero riguardare non solo i 10 milioni di euro dei trasferimenti statali 112/98, ma anche altri capitoli».

Secondo le opposizioni il messaggio è chiaro: il finanziamento per la variante di Zogno non c’è più. E il primo a farlo notare è il consigliere regionale bergamasco dell’Udc , già presidente della Provincia, che rivendica: «Il 10 dicembre 2008, su preciso impegno del governatore , i soldi c’erano e li avevamo portati a casa. Ora, stando alle dichiarazioni dell’assessore Cattaneo è chiaro che il finanziamento è saltato». La Regione, infatti, non se l’è sentita di dare nessuna garanzia sul fatto che l’infrastruttura attesa da oltre vent’anni dalla Valle Brembana e da tutta la Bergamasca si farà. L’incertezza delle risorse a disposizione motiva così, di fatto, la bocciatura da parte di Pdl e Lega dell’ordine del giorno e dell’emendamento del Pd (appoggiato anche dallo stesso Bettoni, che sull’argomento aveva già presentato un’interpellanza) che chiedevano la copertura totale del costo dell’opera, e nello specifico i 10 milioni di euro. Le parole dell’assessore Cattaneo ricalcano le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi dall’assessore regionale bergamasco Marcello Raimondi, Pdl (dal quale era partito il primo sos per la variante) e prendono le distanze, invece, dalle dichiarazioni del presidente della Provincia (Lega), secondo il quale «i tagli riguardano solo i 10 milioni di euro, che non impediscono però l’avvio dei lavori perché, per effetto del ribasso di gara, il costo presunto dell’opera potrebbe già essere diminuito di circa 14 milioni».

Lo scenario tratteggiato dall’assessore Cattaneo è ben più fosco: i tagli potrebbero intaccare non solo i 10 milioni in bilico secondo il numero uno di via Tasso, ma anche i 9,8 milioni dei fondi Fas e i quasi 7,8 milioni di altri fondi statali già nelle casse della Regione per la variante, il cui costo totale è di 61,4 milioni di euro.

Un assist per le opposizioni. «Le parole dell’assessore Cattaneo sono molto diverse da quelle di Pirovano. Provincia e Regione non riescono a mettersi d’accordo sull’impatto dei tagli sulla variante. I tagli rischiano di andare ben oltre quello che dice il presidente della Provincia e lo scenario che emerge a questo punto è anche più drammatico», intervengono i consiglieri regionali democratici Maurizio Martina e Mario Barboni, che rilevano anche: «Fa specie che non tutti i consiglieri regionali bergamaschi abbiano votato a favore dell’ordine del giorno e dell’emendamento che chiedeva rassicurazioni sulla copertura finanziaria della variante». A sostegno dei documenti, infatti, oltre ai promotori Maurizio Martina e Mario Barboni (Pd), si sono espressi Valerio Bettoni (Unione di centro) e Gabriele Sola (Idv); contrari gli altri. E Bettoni ribadisce: «Il fatto che l’ordine del giorno che chiedeva la conferma delle risorse per la variante di Zogno sia stato bocciato dalla maggioranza è un chiaro segnale che quelle risorse non ci sono più. E a saltare non è soltanto la variante di Zogno. Anche i 9,9 milioni per la tangenziale Ovest di Treviglio non sono confermati. Qualcuno dovrà rispondere ai cittadini della Bassa e della Valle Brembana».

Pdl e Lega hanno respinto anche l’emedamento dell’Udc «per un incremento di 2 milioni (da recuperare da altri investimenti), in particolare per la rotatoria in corrispondenza dell’accesso al casello autostradale di Dalmine e il sovrappasso di Cividate al Piano alla ferrovia».

Benedetta Ravizza – L’Eco di Bergamo

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