Zogno – Variante di , la Provincia va avanti, nonostante l’incognita dei fondi regionali resti. L’assessore alla Viabilità di via Tasso Giuliano Capetti ha dato l’annuncio ieri sera in Consiglio provinciale: «L’opera è stata appaltata. Il contratto è stato sottoscritto il 22 settembre col gruppo piemontese Itinera». Una notizia che si voleva tenere riservata almeno fino all’incontro di dopodomani con l’omologo del Pirellone Raffaele Cattaneo per fare il punto della situazione, ma anticipata dopo l’accusa di immobilismo, soprattutto in campo infrastrutturale, sferrata all’amministrazione Pirovano dal capogruppo della Lista Bettoni Vittorio Milesi.

Così ancora prima che venga convocato il Consiglio ad hoc chiesto da 13 rappresentanti delle opposizioni, l’assessore Capetti ha precisato: «A oggi non abbiamo mai ricevuto nessun atto amministrativo che revochi i finanziamenti che la Regione ha stanziato con una delibera dell’agosto scorso. Abbiamo quindi ritenuto di potere andare avanti con la procedura d’appalto, con l’esame delle offerte, l’assegnazione definitiva e la firma del contratto. Tutto secondo quanto previsto dalla normativa». Una trentina di aziende hanno fatto pervenire le offerte, ma la maggior parte (circa 20) sono state escluse automaticamente per la mancanza di un allegato, previsto per legge, con cui le imprese si impegnano a non modificare il prezzo per ogni corpo di lavoro durante i tempi di esecuzione dell’opera.
Tra le offerte che avevano i requisiti, quindi, è stata scelta quella del gruppo di imprese Itinera, che si è aggiudicata l’appalto con un ribasso del 34% e «che col contratto sottoscritto con i dirigenti provinciali – aggiunge Capetti – può iniziare i lavori. Sta già infatti cercando le location per i cantieri e la logistica».

Per l’opera di 61,8 milioni di euro, però, i finanziamenti regionali restano tutt’altro che scontati, anche se ora l’azione della Provincia punta anche a mettere alle strette la Regione. «La Regione – avverte infatti Capetti – a fronte dell’appalto già assegnato difficilmente potrà fare marcia indietro, anche perché l’impresa potrebbe rivalersi per danni. Con la Regione si aprirà quindi una discussione che speriamo possa risolversi positivamente».
Dal quadro poco roseo emerso nei mesi scorsi, infatti, a rischio sembravano esserci non solo 10 milioni di euro stanziati dalla Regione, ma anche i 9,8 dei fondi Fas e altri 7,8 di fondi statali già nelle casse della Regione per la variante. «Una copertura finanziaria però – insiste l’assessore provinciale alla Viabilità – che allo stato di fatto c’è, perché nessun atto formale della Regione ha mai revocato il finanziamento deliberato dalla Regione stessa l’agosto scorso». Intanto anche le opposizioni in Consiglio regionale (e in particolare il Pd con un emendamento al Piano regionale di sviluppo) chiede di mettere nero su bianco «come, quando e con quali soldi la variante di Zogno si farà».

Benedetta Ravizza – L’Eco di Bergamo