SONY DSCZogno – E luce sia. Per passarci in auto bisognerà aspettare ancora un po’, ma intanto per l’attesissima variante di arriva un bel giro di boa: lunedì prossimo verrà abbattuto l’ultimo «diaframma » nella prima delle due gallerie. Che quindi diventerà a tutti gli effetti un tunnel completo, lungo 654 metri. È il più breve dei due previsti sul tracciato di complessivi 4,5 chilometri, ma non per questo ha richiesto meno cure, anzi: proprio in questa prima galleria la tipologia della roccia, un po’ meno compatta, ha richiesto che l’intero tratto venisse rafforzato con una serie di archi in acciaio, su cui verrà poi collocata la calotta in calcestruzzo. Se lunedì dunque si festeggerà la fine dello scavo, per completare poi il tunnel serviranno i rivestimenti interni, i tombini, e tutta una serie di ritocchi finali. Due scoppi al giorno Su questo primo tunnel, nell’ambito dell’organizzazione interna al cantiere, si stanno concentrando in particolare tecnici e operai della Cogesud di Matera, mentre sul secondo (2.211 metri) è all’opera l’Itinera di Tortona (vincitrice dell’appalto). E anche qui si procede spediti: il lavoro è organizzato su dodici ore, con due «scoppi» quotidiani. È infatti attraverso le detonazioni quotidiane che ci si sta (letteralmente) facendo strada nella roccia. A oggi per la seconda galleria si è arrivati a circa 750 metri dall’imbocco sud, e a 180 da quello nord. Un po’ meno della metà, insomma.

La previsione è che per questo secondo scavo, caratterizzato da una roccia più compatta, il termine possa arrivare per la fine dell’anno. Poi, prima di vedere aperta la strada, bisognerà concentrarsi sulle finiture delle gallerie, ma anche sui tratti a cielo aperto (sono due, di 350 e 1.059 metri), per i quali nell’ultimo periodo si sono un po’ fatti i conti con il maltempo. La zona è molto ricca d’acqua, e le piogge abbondanti di questa strana primavera si sono fatte notare, creando dei veri e propri fiumi. Per la fine dei lavori e l’apertura al traffico si parla dunque grossomodo di febbraio del 2015. Intanto si festeggia un primo passo importante: per l’occasione in , oltre ai rappresentanti della Provincia e ai dirigenti del gruppo Itinera, è atteso anche il presidente di , Roberto Maroni. L’opera, dal costo complessivo di 44 milioni, è infatti finanziata dal Pirellone, oltre che dalla Provincia, che ci mette circa sette milioni di euro.

«Punto fermo positivo»
Soddisfatto il presidente , soprattutto perché «i lavori sono in piena tabella di marcia. Ora per la prima galleria, particolarmente impegnativa per il gran lavoro di sostegno che ha richiesto, si abbatte l’ultimo diaframma, e l’altra procede. Abbiamo anche potuto pagare alcuni avanzamenti (per crediti relativi al 2012, ndr) all’impresa, grazie alla parziale sospensione del patto di stabilità per effetto delle misure sblocca-pagamenti del governo». Di «passaggio importante» parla pure il sindaco di Zogno, Giuliano Ghisalberti: «È un’infrastruttura importante per tutta la valle, che ora segna un punto fermo molto positivo. Sono contento soprattutto perché mi pare che si prosegua nel miglior modo possibile». I quattro chilometri e mezzo di strada sono attesissimi: di una variante a Zogno si parla almeno dagli anni Ottanta, e la tormentata cronistoria non è priva di false partenze, progetti da rifare, fondi da recuperare e traversie di vario genere. Cantiere consegnato nel 2011 Ricostruirla è una missione quasi impossibile, ci limitiamo a ricordare che le ruspe, con la consegna ufficiale dei lavori, sono arrivate a luglio 2011, segnando la svolta per una valle che attende di superare «l’imbuto » del centro di Zogno e le code che spesso caratterizzano le ore di punta e i fine settimana. Dall’opera il sindaco di Zogno e i suoi «vicini» si aspettano certo benefici per il turismo, ma non solo: «È una possibilità di rilancio per tutte le attività economiche della nostra valle». Che lunedì, insieme ai pendolari brembani e alle autorità, cominceranno a intravedere la fine del (primo) tunnel.

Fausta Morandi – L’Eco di

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