– I bambini di Valtorta hanno rinnovato giovedì la tradizione rurale della Giobiana, antico rito propiziatorio per chiamare la primavera. Tradizione poi rinnovata dai giovani nella prima notte, con l’assordante rumore dei campanacci. La manifestazione si è svolta, come vuole la tradizione, il primo giovedì di marzo, animata al mattino da una decina di bambini della scuola elementare accompagnati dalle loro insegnanti che l’hanno preparata in classe, e in serata da un folto gruppo di giovani e ragazze addobbati di campanacci e saltellanti come i «mamutones». Al vagabondare notturno e rumoroso nei dintorni del paese – aperto e concluso da un breve spettacolo pirotecnico – hanno partecipato anche il sindaco Piero e il parroco don Luca .

Di supporto per la messa in onda di questo secondo momento è entrato in gioco l’Ecomuseo di Valtorta, di cui è presidente il sindaco che afferma: «Nelle finalità dell’Ecomuseo – che nell’organizzazione della festa ha avuto la collaborazione del comune e della parrocchia – ci sono la riscoperta e il rilancio delle tradizioni locali che sono storia e cultura della comunità. E la Giobiana ne è sempre stata espressione vissuta. Anch’io andavo da ragazzino a suonare i campanelli e quindi da giovane a far rumore coi campanacci. Ecco perciò l’attenzione dell’Ecomuseo e mio personale in quanto presidente anche per questo appuntamento annuale della nostra comunità, così come si è fatto recentemente per il ambrosiano». La festa si è conclusa sempre come vuole la tradizione con un affollato convivio comunitario con piatto d’obbligo: le patate e il formaggio con la birra, tipicità gastronomica valtortese.

Sergio Tiraboschi  – L’Eco di

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