VALTORTA – È iniziato da poco l’anno e l’Ecomuseo di Valtorta è già al lavoro per mettere in campo iniziative e manifestazioni, soprattutto in vista del . «Nel novero dei nostri obiettivi sono previste anche azioni di del turismo, in particolare in questo periodo dell’anno del turismo bianco che consideriamo particolarmente interessante per lo sviluppo del nostro paese – osserva il sindaco Piero , anche nel ruolo di presidente dell’istituzione ecomuseale –. Dobbiamo essere tempestivi nella programmazione delle attività, che verranno svolte nel corso dell’anno». Si tratta di iniziative spalmate a tutto campo sulla realtà territoriale del capoluogo della Stabina, sfruttandone le opportunità derivanti da operazioni realizzate nel passato: per esempio l’itinerario museale, la pista di , la promozione della pregiatissima produzione casearia, identificata nel Formai dè mut dop, che prossimamente entrerà nel panorama di Slow Food con l’«agrì dè Altorta», e infine con le numerose manifestazioni, tra cui l’imminente Carnevale ambrosiano, recuperato una decina di anni fa, con l’obiettivo di farlo diventare un momento di forte richiamo turistico per tutta l’alta .

È un Carnevale strettamente legato alla ruralità, al mondo agricolo, che si aggancia al mito degli abitanti fantastici dei boschi. Dunque, particolarissime realizzate in legno o pelli di pecora e capra, così diverse dalle solite degli «altri» Carnevali.

Proprio per mettere in cantiere per tempo questa manifestazione, nella sala consiliare del municipio si è svolto un incontro in cui Busi ha approfittato per presentare il noto fotografo e studioso di etnografia Rinaldo Della Vite, incaricato del coordinamento delle attività ecomuseali, e per prendere un primo contatto con il comitato organizzatore del Carnevale, in calendario sabato 20 febbraio. La data è ancora lontana, ma ci si deve attivare immediatamente perché il lavoro di preparazione sarà complesso. Si dovrà, dapprima, fare una ricognizione delle tipiche maschere custodite nei cassettoni delle famiglie di Valtorta, per verificarne lo stato di conservazione ed eventualmente procedere alle necessarie riparazioni. Poi c’è l’ideazione e l’organizzazione delle manifestazioni collaterali, da attivare in attesa della conclusione della . Si pensa a visite guidate al Museo, al mulino, alla segheria, alla chiesa parrocchiale e a quella della Torre, alla degustazione della produzione casearia locale e alla musica.

Sergio Tiraboschi – L’Eco di

Carnevale di Valtorta – Sabato 20 Febbraio 2010

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