Valtorta – Festa per i 150 anni dell’Unità d’Italia e per il mezzo secolo di amministrazione del Comune di . Con paese imbandierato, le note dell’Inno di Mameli e la rivisitazione dei primi 150 anni del nostro Paese nella rievocazione di Michele Iagulli, docente e storico. Toni sobri ma inevitabilmente solenni per la relazione storica, che hanno però mutato registro quando ha preso la parola il sindaco Piero .

Oggetto delle riflessioni l’ipotesi della soppressione dei piccoli Comuni che suona particolarmente sgradita a Valtorta, mai toccata da questo rischio, la cui parrocchia è riconosciuta «nullius plebis», cioè indipendente da altre chiese.

«Faccio riferimento alla nostra storia amministrativa nella quale ho trascorso ormai più di mezzo secolo – ha detto Busi –. Mezzo secolo e più di amministrazione che è stata a costo zero. Né io come sindaco né gli assessori né i consiglieri hanno mai percepito prima una lira e ora un euro per svolgere gli incarichi amministrativi. Anzi, qualcuno ce ne ha pure rimesso di tasca propria. C’è qualcuno che si vuol prendere la briga di verificare quanto potrebbe costare, certamente molto di più, il tale lavoro? Non regge, quindi, almeno nel nostro caso, l’ipotesi del risparmio con la soppressione del Comune».

E ancora: «Stiamo amministrando da oltre mezzo secolo un territorio vasto quasi 34 chilometri quadrati su cui insistono sei frazioni, ciascuna con propri bisogni, cui rispondere con la maggior rapidità possibile. E la risposta è possibile se si conosce il paese come la vivono i consiglieri e non il politico che arriva da fuori. Qui si incorre nel rischio della cancellazione della comunità e dei rapporti umani».

Ce n’è pure, nelle riflessioni di Busi, per l’accorpamento dei servizi. Dice: «Roma scopre l’acqua calda quando parla di accorpamento dei servizi. È una politica che stiamo applicando da anni sul nostro territorio. Parlo ad esempio dei consorzi di segreteria comunale oppure della raccolta rifiuti». Per concludere: «Non possiamo accettare che provvedimenti tanto gravidi di incognite vengano calati dall’alto. Dove stanno la democrazia, l’autonomia e la condivisione delle comunità locali?».

Sergio Tiraboschi – L’Eco di