Stiamo affrontando il tema della valorizzazione della razza Bruna Alpina originale, con la possibilità che venga trattata con un regime specifico, e della Capra Orobica, due prodotti fortemente simbolici della di Lombardia. L’idea è che nei sei mesi di si faccia un grande evento per promuovere entrambe come elementi suggestivi e significativi della montagna lombarda”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, incontrando, il 22 gennaio, a () gli allevatori del territorio impegnati nella tutela di due razze, che hanno sostenuto generazioni di famiglie montane. All’incontro sulla dei prodotti di montagna sono intervenuti anche allevatori della provincia di Lecco e della . Lo si legge in un lancio di Lombardia Notizie, agenzia di stampa della , del 22 gennaio 2015.

“Questo al netto del fatto che sono animali allevabili in condizioni non sempre competitive – ha osservato Fava -. Del resto, esistono prodotti che vendono i territori, non esiste un territorio che si vende senza i suoi prodotti. Turismo oggi coincide con il territorio e l’offerta dei suoi prodotti. In montagna questo ragionamento vale ancora di più”. “Nell’incontro di oggi sono state sollevate questioni legate ai temi delle attività di montagna – ha sintetizzato l’assessore -. Finora è mancata una giusta attenzione alle tematiche che riguardavano questo territorio. Non avremmo questa montagna, non avremmo l’alpeggio, se non ci fosse stato l’uomo a trasformare i luoghi in queste condizioni”. Per troppo tempo, sbagliando, si è pensato che la conservazione del territorio – spiega il comunicato – dovesse prevalere sull’attività umana. “Se la montagna è ben gestita è grazie all’uomo, se sparisce, iniziano i problemi – ha detto Fava -. Lo viviamo in alcune valli dove l’abbandono è più accentuato. Poi, si è pensato a lungo a quella di montagna come attività meramente economica: se un prodotto è competitivo regge. Ma competitivo lo diventa se è conosciuto, a maggior ragione per la montagna dove abbiamo un ritardo storico in tema di promozione. Comprare i prodotti di montagna è un gesto etico, significa mantenere la montagna. In altri Paesi dell’ è cosa nota da tempo”.

“In virtù di ciò – ha ricordato Fava – abbiamo costruito un Programma di sviluppo rurale (Psr), che, per la prima volta, disarticola le modalità di premio, assegnando un vantaggio alla produzione del latte di montagna. Chi produce in montagna ha un premio maggiore di chi produce in pianura. In questo contesto è prevista una premialità per capo sia per quanto riguarda la ‘bruna alpina’ che la ‘capra orobica’. L’obiettivo ora è anticipare l’avvio dei bandi tra marzo e aprile prossimi”. “Ben venga anche l’idea di valorizzare entrambe le produzioni con il presidio Slow Food – ha detto in conclusione l’assessore -, ma con altre forme di valorizzazione si può sostenere concretamente la promozione dei prodotti di montagna”.

Local Genius – 23 gennaio 2015