Valnegra – «La sala polivalente comunale fu realizzata a regola d’arte e, alla sua presentazione, ebbe l’ammirazione della comunità. È stata l’attuale amministrazione a decretarne l’abbandono». A parlare è Rosanna Donati, sindaco di dal 2006 al 2011. Il sindaco attuale, Virna Facheris, accusata da volantini anonimi di non aprire la nuova sala comunale, aveva risposto parlando di «spreco di soldi pubblici» e motivando la chiusura con la mancanza di alcuni certificati tecnici. «La Regione – scrive Donati – ci concesse il finanziamento per la ristrutturazione dei locali di proprietà comunale, l’ex bar Cecco, da anni in abbandono, adibito a deposito di attrezzi vari.

E l’esterno rappresentava un insopportabile degrado. Il progetto, redatto da un tecnico specializzato con un tecnico comunale, comportò una spesa di circa 120 mila euro per cui a completamento della spesa, al netto del contributo regionale a fondo perduto, il Consiglio comunale chiese un prestito al Bim di 48.000 euro rimborsabile in 12 rate senza interessi».

«Dopo regolare gara d’appalto – continua Donati – l’opera fu affidata a una ditta specializzata in recuperi di immobili di valenza storica e fu realizzata a regola d’arte. Il 14 maggio 2011, con l’istallazione dei mobili l’amministrazione uscente presentò il recupero alla popolazione suscitando consensi. Il 17 dello stesso mese subentrò l’attuale amministrazione che invece di accelerare le pratiche per aprirla, dopo un’ispezione, ne decretò l’inizio dell’abbandono. Del bar Cecco non se ne parlò più».

Per l’ex sindaco «l’indignazione tra i valnegresi è cresciuta perché mese dopo mese vedevano lo spazio inspiegabilmente chiuso. Il resto è storia di oggi. Respingo, nel modo più assoluto, l’accusa di “spreco di pubblico denaro”, riservandomi di tutelare la nostra onorabilità nelle opportune sedi e aggiungo questa considerazione: passa e scadranno le clausole del contributo concesso dalla Regione, fra le quali è prevista anche la restituzione del contributo stesso per inadempienza. Non penso che si arriverà a questo, perché il danno per il nostro Comune sarebbe inaccettabile e l’irresponsabilità si aggiungerebbe all’incapacità finora dimostrata nell’espletare le formalità e nell’individuare le modalità di assegnazione della gestione dei locali».

L’Eco di