Valli Taleggio e Serina, formaggi a confronto in una tesi
Taleggio Articolo letto da 30 Utenti - Pubblicato il 8 Maggio 2008Val Serina e Val Taleggio insieme. Un binomio poco frequente ma che uno studente universitario ha messo a confronto nella propria tesi. Daniele Cavagna, 24 anni, di Oltre il Colle, ha infatti discusso la tesi L’attività dell’allevamento montano tra tradizione e modernità in due valli bergamasche: aspetti comparativi» alla facoltà di scienze umanistiche dell’Università degli studi di Bergamo. Curiosità e attaccamento a quella che Davide considera la sua terra sono i motori dai quali ha preso vita l’elaborato: Mio padre gestisce, con il mio aiuto, un negozio di prodotti tipici a Serina e stare a contatto con formaggi di ogni genere ha stimolato la mia curiosità – spiega lo studente.
Anche da questa voglia di conoscere più a fondo il paese in cui vivo, sia a livello professionale sia privato, è nata l’idea di una tesi di questo genere». Per questi motivi lo studente ha preso come elemento di confronto la Val Taleggio, il cui omonimo formaggio è noto in tutto il mondo. Proprio il fatto di essere conosciuto nel mondo ha avuto ripercussioni sulla valle – continua Cavagna – e cercare di individuare questi effetti e compararli con la meno nota val Serina è ciò che ho fatto in questa ricerca. Dal confronto tra le due valli – spiega Daniele – ho rilevato che il sistema di mercato locale attualmente esistente in Valle Serina garantisce a tutti gli allevatori le risorse necessarie per vivere del loro lavoro.
La trasformazione di produzione in funzione del mercato, da locale a globale, come in Val Taleggio, invece, può avere anche effetti dannosi per gli allevatori: essi, in caso di comportamenti speculativi, non solo non vedrebbero aumentare il loro giro d’affari, ma si troverebbero costretti ad abbassare i prezzi attuali riducendo il loro guadagno». Lo studente di Oltre il Colle scrive tra le righe della tesi che il mercato globale per la Val Brembana può essere un’opportunità , ma, come dimostrato dalla Val Taleggio, si tratta di un’arma a doppio taglio che può condurre anche a risultati imprevisti e penalizzanti.
È comprensibile – conclude così la tesi – la preoccupazione dimostrata dagli allevatori riguardo a cooperative e consorzi. Ed è auspicabile che nel momento in cui si decida di compiere questo importante passo si studino attentamente i casi comparabili per non incorrere in errori già commessi. La mia convinzione – dice il neo dottore – è che allevamento e caseificazione potrebbero assumere un ruolo trainante per lo sviluppo dell’intera vallata sia direttamente come opportunità di lavoro, sia indirettamente come attrattiva turistico-gastronomica.
Eleonora Arizzi - L’Eco di Bergamo
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