Valli Bergamasche – Per fermare il declino e rilanciare lo sviluppo delle la Cisl di Bergamo scende in campo con un progetto integrato che è stato presentato lunedì 4 novembre. La scelta del sindacato bergamasco nasce dopo che la destrutturazione del sistema economico, iniziata nel 2008, che sta coinvolgendo il nostro Paese ha provocato un forte rallentamento anche dell’economia bergamasca, ma ancor più ha coinvolto le valli della nostra provincia.

“In particolare si assiste ad una accentuata deindustrializzazione dei territori vallivi della Val Seriana e della privilegiando la pianura bergamasca con più infrastrutture per la mobilità – spiega il segretario generale di Cisl Bergamo, Ferdinando Piccinini -. Al venir meno delle opportunità lavorative è legato il rischio di spopolamento specie nei comuni dell’alta oggi sempre più abitati da persone anziane Nei 40 comuni seriani risiedono circa 140.000 abitanti di cui circa 65.000 occupati, mentre nei 38 comuni brembani risiedono 40.000 abitanti di cui 19.000 occupati”.

L’analisi della Cisl parte da una serie di dati, una del territorio: il tasso di occupazione medio della provincia di Bergamo è del 63%, quello della Valle Seriana del 51 %, della Valle del 49%. Nella provincia orobica, nel periodo 2008-2010, il saldo negativo fra cessazioni e avviamenti al lavoro è stato di mille unità. Nello stesso periodo in Val Seriana è risultato di 600 posti e in Val di 500 posti, per un totale di 1.100 posti di lavoro.

UN DECLINO CHE COLPISCE TUTTA LA PROVINCIA

Il declino è poi continuato anche negli ultimi due anni con una perdita di tredici mila occupati a livello provinciale innalzando la soglia di disoccupazione al 7%. Nel 2012 e 2013 in Val Seriana si è registrata una perdita di 1.144 posti di lavoro e in Val Brembana di 272. Gli iscritti ai Centri per l’Impiego sono aumentati nell’ultimo anno rispettivamente del 19,5% a e del 18,8% nei Centri di Albino e Clusone, portando gli iscritti complessivi nelle valli a 14.307 persone, su 74.484 dell’intera provincia di Bergamo. Nelle liste provinciali della mobilità a fine 2012 figuravano 9.105 iscritti di cui l.634, pari al 18% del totale, appartenenti ai CPI delle due valli.

La ragione dell’aggravarsi della crisi occupazionale è sicuramente legata al processo di deindustrializzazione in corso da anni che ha coinvolto importanti realtà industriali del tessile, della meccanica e delle costruzioni col relativo indotto, contribuendo a mettere in sofferenza il territorio vallare già in difficoltà per la carenza di adeguati servizi e infrastrutture a reggere i cambiamenti economici.

Ciò ha evidenziando anche la difficoltà della popolazione a mantenere la residenza nei luoghi di origine preferendo spostarsi verso centri abitativi più grandi dotati di servizi (scuola, sanità, cultura). Le valli devono quindi fare i conti con un crescente numero di persone in cerca di occupazione, e di chi fa ricorso agli ammortizzatori sociali, per i quali è prioritaria la necessità di avere risorse sufficienti affiancate da politiche del lavoro sempre più efficaci.

A questo proposito la Cisl di Bergamo ritiene di primaria importanza che sia salvaguardata l’esperienza dello “Sportello Lavoro” di Albino e che venga estesa alla Val Brembana. Allo stesso tempo ritiene debba essere portato a sintesi positiva il protocollo di intesa con la Provincia di Bergamo e le parti sociali per 1’attuazione di misure di politiche attive destinate alla riqualificazione e reimpiego dei lavoratori in mobilità della Val Brembana. La risposta a questi snodi è quella di costruire le condizioni per un nuovo sviluppo territoriale che sappia offrire qualificate opportunità di lavoro, che sia il segnale concreto e positivo sulla effettiva capacità del sistema complessivo bergamasco di riposizionamento sui mercati. Per assumere con coraggio questa sfida e per proporsi come territorio in grado di produrre progetti e sperimentazioni che incentivino nuovi investimenti, occorre esprimere un alto grado di condivisione dove tutti i soggetti interessati dalle istituzioni locali alla Camera di di Bergamo, al sistema creditizio, alle parti sociali si assumono precisi compiti e responsabilità. Occorre che si abbandonino ritrosie e piccoli interessi di bottega che più o meno velatamente condizionano una visione e un progetto strategico più complessivo da parte degli attori dell’economia bergamasca, superando definitivamente la sterile discussione tra piccola e grande impresa, tra e servizi.

Partiamo da una analisi sui punti di forza su cui fare leva, su quali azioni mettere in campo per favorire e incentivare investimenti e nuova occupazione nelle aree coinvolte da processi di chiusura produttiva; individuiamo insieme alla realtà migliore dell’imprenditoria bergamasca i filoni innovativi sui quali concentrare le azioni di sviluppo; definiamo con i sindaci dei territori coinvolti e con le altre istituzioni quali impegni servano per sburocratizzare e rendere più agevoli investimenti con alto valore aggiunto.

PROGETTO INTEGRATO DI POLITICHE DEL LAVORO PER LO SVILUPPO DELLE VALLI SERIANA E BREMBANA

La finalità del progetto è la realizzazione di alcune azioni concrete per contrastare la caduta dei livelli occupazionali del settore manifatturiero e per dare un impulso significativo ai servizi del terziario, in particolar modo nell’ambito della valorizzazione del patrimonio turistico-ambientale ai servizi alla persona e alto sviluppo delle fonti energetiche alternative. Ciò richiede un effettivo coordinamento tra associazioni di imprese, enti locali, agenzie di formazione e di erogazione dei servizi all’impiego per la realizzazione di un programma di lavoro articolato in quattro direzioni:

LAVORO

Le iniziative indirizzate al lavoro e alla formazione trovano nello Sportello Sviluppo un importante punto di riferimento sia per il supporto alla gestione delle doti, ammortizzatori sociali rivolte ai lavoratori delle aziende in cassa integrazione, sia per i servizi di accompagnamento al lavoro per i giovani alla ricerca del primo impiego e per quelli che intendono reinserirsi nel mercato del lavoro. La sfida in tempi di crisi è quella di creare nuova occupazione anche attraverso percorsi di formazione all’auto-imprenditorialità, e la di forme associate come quella cooperativa.

TURISMO

Un’azione indirizzata al turismo potrebbe essere mutuata dall’esperienza di PromoSerio, agenzia per la promozione degli aspetti culturali museali, quelli relativi alla ricettività e all’accoglienza dei turisti, alle strutture sportive. Inoltre, la valorizzazione delle piste ciclabili richiede in primo luogo una puntuale manutenzione ambientale associata ad un’animazione delle medesime infrastrutture attraverso il lancio di alcune attività coordinate che comprendono il noleggio delle biciclette e l’assistenza tecnica, percorsi guidati per gruppi turistici, la ristorazione, gestione di eventi musicali e ricreativi. Un’altra linea da sviluppare nell’ambito del turismo è quella della gestione delle seconde case, molto diffuse nelle nostre valli.

GREEN ECONOMY

Sull’onda del patto sottoscritto dai sindaci a livello UE, si propone la realizzazione di fotovoltaici e pannelli solari a partire da un piano di conversione energetica degli edifici pubblici presenti nelle valli, opportunamente censiti per poter stimare l’impatto economico e occupazionale dell’iniziativa. Andrebbero inoltre recuperate e messe in rete le numerose centrali idroelettriche che hanno contribuito alto sviluppo industriale delle valli.

SOCIALE

Un’azione specifica rivolta al settore sociale riguarda la domanda di assistenza famigliare in forte espansione per effetto della dinamica demografica che evidenzia un progressivo invecchiamento della popolazione. A questo proposito è richiesto un nuovo modello di intervento basato sulla erogazione di servizi qualificati in grado di creare nuova occupazione piuttosto che limitarsi alla pur importante assegnazione di individuali.