Valle Brembana – Dieci Comuni e 12 situazioni considerate a maggiore rischio. A 24 anni dall’alluvione del 18 luglio 1987 in Valle Brembana resta ancora tanto da fare per la sicurezza di edifici e persone. Il territorio, da un punto di vista idrogeologico, è uno dei più critici della nostra provincia. Una criticità che emerge dallo studio realizzato dalla Regione e frutto di un accordo con Comunità montana e Provincia.

Dodici aree dove intervenire
Una dozzina gli interventi ritenuti dagli esperti come prioritari su ben 396 frane segnalate (oltre a 193 esondazioni e 197 valanghe): sono stati individuati a Bracca, Branzi, , Foppolo, Isola di Fondra, Ornica, , San Pellegrino, Valleve e Vedeseta. Per un totale di sette milioni e 900 mila euro, per la maggior parte da finanziare.
E, forse, la frana più pericolosa, dovesse muoversi, è quella di Bracca. «Qui, nel 1888 – spiega Alberto Frassoni, che ha coordinato la ricerca per la Sede territoriale della Regione (ex Genio civile) – si staccò una frana che distrusse la frazione di Bruga e lesionò quella di Truchel. Ora la situazione del versante è molto simile a quella dell’epoca, solo che nell’area ci sono più abitazioni. In caso di riattivazione, quindi, il rischio per le persone sarebbe maggiore». A Brembilla il dissesto da monitorare riguarda la zona di Valle Molino-Caremondi mentre a Foppolo, una volta messe in sicurezza le valanghe, è considerato prioritario il torrente Croce, intubato sotto il piazzale , quindi con possibilità che un’eventuale ostruzione vada a creare onde di piena. Peraltro il progetto del Comune di realizzare un villaggio alpino proprio al piazzale prevede che il torrente venga riportato in superficie, eliminando quindi il rischio ora presente.

La cascata di Branzi
A Branzi l’intervento prioritario non ancora finanziato è quello per la messa in sicurezza del torrente Borleggia, la cascata che scende dalla diga di Pian Casere. Una grossa piena potrebbe muovere materiale lungo la cascata e provocare danni alle abitazioni sottostanti. È, invece, costituito dalla caduta massi sulla strada provinciale o sulle case, il pericolo principale individuato a Isola di Fondra, Ornica e in località Rocca a San Pellegrino. Nella cittadina termale, inoltre, viene considerata particolarmente urgente la sistemazione delle tombinature delle valli Borlezza e Gazzina. «L’acqua dei tratti terminali dei torrenti – spiega Frassoni – viene raccolta da manufatti in cemento ormai piccoli. In caso di frana e sbarramento a monte potrebbe crearsi anche qui un’onda di piena pericolosa». Una situazione analoga alla Valle Cassino (zona Pianca) di San Giovanni Bianco. Peraltro la messa in sicurezza della Val Borlezza a San Pellegrino sarà realizzata dal Gruppo Percassi nell’ambito della realizzazione delle nuove Terme.

L’opera più costosa a Valleve
L’intervento più costoso inserito tra le priorità dalla Regione è quello della valanga Valghera a Valleve (il Pirellone ha stanziato finora 900 mila euro dei due milioni e 750 mila euro che i tecnici avevano inizialmente valutato come necessario). In quella zona, nel 1888, una valanga distrusse alcuni edifici e isolò la canonica. Ora, sotto la valle di scarico, sono sorti alcuni condomini. Coi fondi regionali a disposizione, il prossimo anno, saranno realizzate reti fermaneve nella parte alta, sotto il pizzo del Vescovo. Infine lo storico scivolamento del territorio di Vedeseta, in . «Qui ci sono intere porzioni di versante – prosegue Frassoni – che sono in lento movimento. In caso di accelerazione, la frana potrebbe avere conseguenze catastrofiche per i vicini abitati».

Gli altri territori critici
Queste le situazioni più critiche (che al momento della ricerca non erano finanziate) ma lo studio considera a rischio, sui 38 Comuni brembani, anche i territori di Gerosa, , Serina, , , , e Piazza Brembana. Se poi consideriamo gli interventi proposti su tutta la valle la ricerca arriva a calcolare lavori complessivi per 56 milioni di euro. Di questi interventi la Regione quest’anno ha finanziato già alcune opere: le reti fermaneve a Valleve, paravalanghe a Foppolo, Isola di Fondra, Branzi e Carona, le opere di completamento alle ex miniere di gesso di Santa Brigida, opere su torrenti e frane a Serina e , per complessivi cinque milione e 910 mila euro.

Giovanni Ghisalberti – L’eco di