Valle Brembana – È o non è il formaggio il vero punto forte dell’agroalimentare ? Questa provincia non detiene da anni il primato delle Dop casearie? E allora, dopo un colpevole ritardo e tentativi isolati (non sempre riusciti) sarebbe ora che diventasse una risorsa importante per il turismo. Ne sono convinti i relatori presenti ieri alla Fiera di San Matteo a e che il tema sia caldo lo conferma il fatto che sarà uno dei punti centrali del convegno sui formaggi e le Dop organizzato dall’Accademia della Cucina il 4 ottobre in Provincia.

Finanziamento di 65 mila euro


L’idea è quella di realizzare pacchetti turistici da uno a cinque giorni, una dedicata ai formaggi che dalla città a ritroso salga lungo la , creare sinergia fra ristoratori e aziende casearie. Oltre alle idee ci sarebbero pure i finanziamenti:, ora si tratta di mettere a fuoco i progetti, e per settembre 2013 presentare le linee operative; quindi far affluire i primi «turisti del formaggio» dalla primavera 2014. Ne è convinto Giovanni Fattori, assessore al Turismo della Valle Brembana: «Chiamiamola rivoluzione turistica centrata sul valore del settore caseario a cui si legano poi cultura, tradizioni e natura. È lo sforzo congiunto dell’ente vallare in sinergia con giovani del territorio da poco laureati, pieni di idee e voglia di fare turismo». A Branzi, il convegno dal titolo «Alla scoperta della Valle Brembana con i formaggi principi delle », è stata l’occasione per fare il punto sull’iter. «Il progetto vale 65 mila euro – prosegue Fattori – , e prevede più fasi di lavoro. La prima: stesura di spot pubblicitari sulla rete regionale già avviata da alcuni mesi, ristampa di cartine di e tracciati sciistici. Quindi si realizzeranno i pacchetti turistici da inserire nel circuito di agenzie viaggi e l’individuazione della strada dei formaggi». Ad elaborare il piano, il capo progetto Marta Torriani: «Tramite la cultura casearia faremo scoprire al turista le bellezze della valle – spiega Torriani -, proponendo un pacchetto completo. Un esempio? Da Orio si raggiunge Bergamo, dove si potranno assaggiare i formaggi, quindi si farà un viaggio a ritroso di più giorni in Valle Brembana, sino a raggiungere i luoghi dove il formaggio viene prodotto. Vedere gli e conoscere gente e culture caratteristiche dell’alta Valle».

L’idea suscita l’interesse di ristoratori e aziende, spiega Francesco Maroni presidente di Fiera San Matteo: «Stiamo facendo lavoro di squadra, il progetto ha la sua forza nella sinergia con tutti gli attori economici e culturali della Valle». Per la Valle Brembana sarebbe un importante passo avanti, sia in campo turistico che caseario, anche se continua a tardare la firma del decreto sulla Dop per lo Strachitunt, fermo ancora dopo un anno e mezzo di discussioni e ricorsi sul tavolo del ministero (sarebbe la nona Dop per Bergamo).

Creare più occupazione
«Contiamo con questa proposta – conclude l’assessore Fattori -, di creare più occupazione in Valle Brembana». Gli appuntamenti alla fiera di San Matteo proseguono con una buona affluenza: ieri un migliaio le presenze. Oggi dalle 11 alle 17 degustazione guidata di formaggi, lezioni di cucina, birra, disegno e potatura. Alle 12 premiazioni dei concorsi in fiera, quindi presentazione di foto e nuovi filmati. Sempre oggi alle 11,30 nuova gara di mungitura e selezione del miglior bestiame. Ieri, invece, sino a tarda serata si è tenuta l’asta di beneficenza di formaggi pregiati, il cui ricavato è stato devoluto alla ricerca sulle malattie rare.

Massimo Pesenti – L’Eco di Bergamo