Via il medico per i turisti da , , Piazza e San Pellegrino. Servizio attivato, da lunedì, solo a Serina, mentre a Piazza , in sostituzione, saranno garantite venti ore straordinarie di guardia medica normale (dieci il sabato e dieci la domenica).

Questa la situazione del servizio che, in Brembana, prevedeva, per delibera regionale, l’apertura di cinque ambulatori e ne vede attivato solo uno. «Non si trovano i medici disponibili», dice l’Asl. Ma i sindaci non ci stanno e protestano.

«Lavoro poco remunerativo»
«Il servizio di continuità assistenziale stagionale è un servizio in più – chiarisce il direttore sanitario dell’Asl di Bergamo Giorgio Barbaglio –. In ogni caso l’assistenza sanitaria viene garantita. Nessuno viene lasciato solo. Ci si può rivolgere alla normale guardia medica, al medico di base o agli ospedali». I sindaci non vogliono sentire ragioni. Il sindaco di San Pellegrino Vittorio Milesi ha scritto ad Asl, e Comuni: «L’Asl deve trovare altre soluzioni, perché il servizio è previsto dalla Regione. Sono l’ennesima presa in giro e inaccettabile penalizzazione della . Un altro servizio viene meno e l’impressione è che a nessuno importi del nostro territorio e dei turisti. Al solito, gli annunci e le parole sono una cosa, e la realtà concreta un’altra». Della stessa idea il sindaco di Piazzatorre Michele Arioli: «Non siamo contenti. Con la scusa dei tagli e dell’ottimizzazione delle risorse il risultato è che un servizio viene soppresso. Ci saranno dei disagi per i medici di base».

Gli fa eco Gabriele Curti, sindaco di Branzi: «Non ci va bene. Ci mobiliteremo per cambiare la situazione». Anche Geremia Arizzi, di , nonostante le venti ore della guardia medica, non è pienamente soddisfatto: «Se ci fosse una garanzia settimanale sarebbe meglio. Venti ore in due giorni sono troppo concentrate. Ciò che mi preoccupa di più è la mancanza della reperibilità notturna». La responsabilità del problema sembra ricadere sui medici, che non sono disposti a svolgere l’attività di medico turistico. «È un’occupazione precaria che non ha continuità – afferma Barbaglio –. Inoltre crea delle incompatibilità con altre mansioni che il medico può svolgere ed è svantaggiosa dal punto di vista economico».

I villeggianti possono comunque rivolgersi ai medici di base o ai pediatri di famiglia. Per i primi le visite ambulatoriali prevedono una tariffa di 15 euro, per i secondi di 25. La visita domiciliare, invece, è di 25 e 35 euro. Tali spese sono rimborsabili, grazie alla presentazione della fattura, nelle sedi Asl di residenza.

«Turismo penalizzato»
Situazione difficile anche in Valle Imagna. Il servizio prevedeva nove ambulatori: ne apriranno solo quattro. È iniziato il 4 luglio e terminerà il 22 agosto a Berbenno, Imagna, Roncola e Rota. Non ci sarà a Locatello, Brumano, Corna Imagna, Costa Imagna e Sant’Omobono. A Sant’Omobono, dal 1° luglio, nella sede di continuità assistenziale è però operativa l’attività ambulatoriale per visite ambulatoriali e prescrizioni farmaceutiche anche per i turisti. Non molto soddisfatto del servizio previsto dall’Asl il presidente della Comunità montana Valle Imagna Roberto Facchinetti, che sostiene: «Ho ricevuto delle lamentale dai nostri sindaci per la carenza di medici sul territorio e il mio rammarico è dovuto anche al mancato confronto e condivisione con l’Asl e relativo distretto sull’organizzazione di questo servizio medico turistico».

«È inutile che si parli di quando perdiamo terreno proprio su un servizio importante come quello sanitario – dice il sindaco di Corna Antonio Carminati –. Per i nostri villeggianti che sono per lo più anziani non è facile spostarsi da un paese all’altro poiché non c’è un effettivo collegamento con mezzi pubblici e a Corna nel periodo estivo funzionano ostello, campeggio e base scout che hanno bisogno della guardia medica turistica».

Alberto Marzocchi – Remo Traina – L’Eco di Bergamo