ezio-remuzzi Brembana – La richiesta di adeguamento del servizio di consultorio familiare sarà portata sui tavoli dei Consigli comunali che si svolgeranno in queste settimane in Valle Brembana. Sarà, infatti, sottoposto all’approvazione dei 38 Consigli comunali il documento di richiesta all’Asl di di migliorare il servizio di consultorio in zona. «Il servizio rappresenta il centro di una politica di del benessere della famiglia e della comunità, quindi nella recente assemblea dei sindaci è stato ritenuto opportuno procedere alla stesura di questo documento che dovrà essere approvato nei Consigli comunali – spiega Rosanna Manenti, sindaco di e presidente dell’assemblea –. Il fatto che la Valle Brembana sia rimasta sprovvista per tre anni di questo servizio ha avuto un grave impatto sulla disponibilità di servizi in valle e sulla costruzione di un’efficace rete di interventi».

In Valle Brembana è carente la presenza del servizio: come sede distaccata del consultorio di Villa d’Almè, vede la presenza del ginecologo una volta al mese e dell’ostetrica due volte al mese a e il servizio di pap-test tre ore la settimana a . Del servizio di psicologo si può invece usufruire su richiesta. Anche la sostiene la richiesta di adeguamento del servizio: «Il consultorio è praticamente solo sulla carta – spiega l’assessore alla Salute e Servizi alla persona, Ezio Remuzzi –. Fornisce infatti 22 ore di prestazione al mese fra tutte le figure dei medici, quando un consultorio funzionale ne garantisce almeno 38 per un singolo medico. Con il documento chiediamo, quindi, che l’Asl adegui il suo servizio con un monte ore molto più elevato».

Il dimensionamento del servizio deve tenere conto sia dell’ampiezza del territorio, che è il più grande di tutta la provincia, sia della scarsità di servizi presenti. «Riteniamo che il consultorio debba essere dotato di un organico maggiore – prosegue Manenti – con due psicologi a 38 ore, un assistente sociale a 36 ore, un’educatrice professionale a 25 ore, un ginecologo a 12 ore, due ostetriche per 54 ore in totale e alcune infermiere». L’apertura del consultorio, secondo il documento, dovrà avvenire entro fine anno, con l’assegnazione del personale che non deve essere inferiore a quanto proposto dai Comuni, anche per la parte relativa al servizio di tutela dei minori, dove è richiesta la presenza di uno psicologo.

Nel documento, che dopo l’approvazione nei Consigli sarà trasmesso alla Comunità montana e a sua volta all’Asl, si rinnova la disponibilità, a titolo gratuito, del locale che ospiterà il servizio: nel municipio di San , già visionato dall’Asl a luglio.

«I locali di San Pellegrino sono stati messi a disposizione dal Comune – conclude Remuzzi – e la Comunità montana si sta impegnando perché il servizio sia localizzato a Piazza Brembana, attraverso la collaborazione con gli organi dirigenziali Asl di Zogno e Bergamo, in particolar modo con il dirigente Massimo Giupponi».

Eleonora Arizzi – L’Eco di Bergamo