Brembana – Grandi progetti ancora al palo. Il turismo in Valle Brembana potrà cambiare marcia probabilmente quando l’operazione di San e lo sviluppo di Foppolo saranno andati in porto. Ma, per ora, resta l’incognita dei tempi. Innanzitutto San . Un progetto partito in pompa magna nel 2007 e poi cozzato contro mille ostacoli. Abbandonati i disegni delle terme degli architetti Perrault e Kuma, il Gruppo Percassi ha deciso alla fine dello scorso anno di realizzare il nuovo centro termale nel vecchio albergo e nel porticato verso il casinò. Il progetto delle nuove terme (16 milioni di euro, diventeranno di proprietà comunale) è pronto e, stando alla tempistica indicata, il centro dovrebbe aprire entro fine 2013.

Resta, invece, il punto di domanda sul centro commerciale-residenziale, rinviato a tempi migliori da un punto di vista del mercato immobiliare, e poi del Grand Hotel (c’è stato l’interesse della catena americana Hilton), ma per sistemarlo servono 40 milioni di euro. «L’operazione va avanti ed è confermata nella sua globalità, seppure con tempi diversi rispetto alle previsioni – dice il sindaco Vittorio –. Alternative non ne vediamo. Forse qualcuno pensa che sia ripartire completamente da capo? Con chi? E perdendo ancora quanto tempo?».

Certo è che la realizzazione del nuovo centro termale potrebbe rappresentare un buon volano per di rilancio turistico della cittadina e del resto della valle. Secondo le previsioni del futuro gestore, il gruppo «Quadrio Curzio» (che gestisce anche le terme di Bormio), le terme di San Pellegrino potrebbero arrivare a 200 mila presenze annue. «Oggi, purtroppo, tra gli operatori – continua Milesi – manca quella fiducia negli investimenti che lo sviluppo di San Pellegrino potrebbe invece dare. E penso alle realtà che potrebbero trarre ulteriori vantaggi, dal passo San Marco alla , ai Piani dell’Avaro».

Foppolo, progetto ok
L’altro grande progetto che vede rallentare i tempi di realizzazione è quello del piazzale di Foppolo, affidato al Gruppo De Benedetti: mille posti alberghieri, 200 nuovi appartamenti e 1.200 parcheggi sotterranei. «Il gruppo ha confermato gli impegni – dice il sindaco Beppe Berera – ma con tempi e modalità diverse. Le difficoltà arrivano dal momento di crisi internazionale e del mercato immobiliare. Il gruppo ha incontrato diverse catene alberghiere, soprattutto straniere, su cui si è confrontata rispetto al progetto». Proprio il progetto esecutivo è stato presentato alla fine dello scorso anno. «Quest’anno – continua Berera – l’intenzione è quella di realizzare un primo lotto di parcheggi interrati». Ma alle difficoltà del privato si aggiunge una stagione, da un punto di vista della neve, non entusiasmante. «D’ora in poi – dice il sindaco – sarà sempre più importante disporre di un adeguato impianto di innevamento artificiale».

Infine il caso di Piazzatorre. Il sogno di rilancio era partito quattro anni fa, con un gruppo di imprenditori bresciani: erano previsti nuovi impianti di , le ex colonie trasformate in albergo e appartamenti. Lo scorso anno la società «Alta Quota» ha però gettato la spugna anche dei di fronte alla crisi. Le seggiovie ora sono in vendita. L’Amministrazione comunale cerca un imprenditore che possa riprendere in mano il progetto di rilancio.

L’Eco di