Alla scadenza dei 45 giorni dall’apertura della procedura di mobilità, il risultato alla Valbrem di non è per niente confortante per i 117 lavoratori, anche se ampiamente prevedibile, visto l’andamento della trattativa che si è sviluppata tra azienda e sindacati. Il gruppo svizzero Ronal proprietario dello stabilimento ha ribadito le proprie intenzioni che sono quelle di chiudere la fabbrica. «Mancato accordo in sede sindacale», certificano, al termine dell’incontro di ieri pomeriggio nella sede di Confindustria Bergamo, i sindacalisti Gianfranco Maifredi della Fim-Cisl e Margherita Dozzi della Fiom-Cgil che esprimono anche «rammarico» per l’esito negativo.

Domani operai in assemblea
Domani, giovedì 2 dicembre, (inizio alle 8,30), nello stabilimento di Lenna, i sindacati e le Rsu illustreranno ai lavoratori il bilancio della trattativa e anche le prospettive che – nonostante tutte le prevedibili difficoltà – ancora ci sono per una soluzione se non proprio favorevole almeno non così negativa. «Qualche spiraglio c’è ancora – dice Maifredi – ma la strada è tutta in salita».

La situazione è alquanto delicata perché in ballo ci sono gli ammortizzatori sociali per i lavoratori: quelli attualmente in vigore sono costituiti da una Cassa in deroga che però termina il 31 dicembre. L’obiettivo dei sindacati è di ottenere una Cassa in deroga che parta dal 1° gennaio 2011 e che copra un periodo almeno di tre mesi, sino alla fine di marzo, quando – a distanza di più di otto mesi dall’ultima Cassa straordinaria – potrebbe essere di nuovo avviato un periodo di «straordinaria». «Nel frattempo l’azienda potrebbe aprire alla mobilità volontaria incentivata», aggiunge Maifredi. Questo tutelerebbe nei prossimi 1-2 anni i lavoratori. Ma l’azienda deve fare la richiesta degli ammortizzatori sociali e la Ronal, per fare questo, vuole che i sindacati prendano atto che non ci sono alternative alla cessata attività e alla chiusura. Ma, almeno per ora, i sindacati non se la sentono di porre la parola «fine» all’esperienza della Valbrem. Qualche speranza non manca, nonostante la situazione molto pesante: «La Ronal – dice Margherita Dozzi – se non vuole più fare le ruote a Lenna, potrebbe farle fare a qualche altra impresa, vendendo gli ». È uno dei motivi che spingono i sindacati a non accettare il «requiem» per la Valbrem. Anche perché la stessa Ronal, a ben guardare, secondo i sindacati, non l’ha ancora pronunciato in maniera del tutto definitiva.

Ancora un mese di tempo
Dice Maifredi: «L’aspetto importante è che l’azienda, con la disponibilità a proseguire la discussione, non ha messo in pratica la chiusura totale. Abbiamo, infatti, definito due incontri con la Ronal: il 13 dicembre in Confindustria Bergamo e poi il 23» (probabilmente in Regione, dove, per 30 giorni fino alla fine di dicembre, la trattativa sindacale può approdare ancora a qualche risultato). «Chiederemo – aggiunge Dozzi – che la mobilità si trasformi in volontaria e che vengano utilizzati gli ammortizzatori sociali per dare continuità e sostegno ai lavoratori. E chiederemo che l’azienda si faccia carico di trovare un’alternativa ai dipendenti Valbrem». Insomma, l’azienda conferma che si tratta di «cessata attività» mentre i sindacati parlerebbero più volentieri di «crisi». «Siamo approdati al “mancato accordo in sede sindacale” – ribadisce Maifredi – ma non si può parlare di rottura definitiva con l’azienda. Qualche pur flebile speranza c’è, nonostante la situazione molto complicata». Intanto i sindacati attendono la valutazione dei lavoratori che domani si riuniranno a Lenna in assemblea. C’è ancora un mese di tempo per trovare un accordo che consenta ai dipendenti Valbrem di trovare una dignitosa alternativa all’azzeramento dei loro posti di lavoro.

L’Eco di Bergamo