Rivedere la decisione di chiudere la Valbrem, azienda produttrice di cerchioni per camion che fra e Presezzo conta 116 lavoratori, per i quali è già stata aperta la procedura di mobilità. È la richiesta che è stata ribadita ieri a più voci in Regione. All’audizione in commissione Attività produttive hanno partecipato Fim-Cisl e Fiom-Cgil, l’azienda (che fa capo alla multinazionale svizzera Ronal), Confindustria e le istituzioni: i Comuni, la Comunità montana e la Provincia. Da questa i sindacati dei lavoratori Fim-Cisl e Fiom-Cgil hanno incassato l’appoggio aperto alla richiesta di tornare sulle decisioni prese. «Abbiamo chiesto all’azienda che ripensi alla chiusura e torni sui propri passi», spiega l’assessore provinciale al Lavoro, Enrico Zucchi.

L’incontro in Provincia, previsto in un primo tempo per giovedì 4 novembre, slitterà di qualche giorno e si terrà con tutta probabilità martedì 9. «Lì – prosegue Zucchi – affronteremo i temi legati al piano industriale e verificheremo se ci sono spazi per un ripensamento e le esigenze che l’azienda può avere».

Da questo punto di vista il confronto ieri in commissione ha preso le mosse dal caso Valbrem per parlare anche dei problemi più generali della montagna che richiede interventi ad hoc per favorire la permanenza di attività economiche. In generale uno dei temi sul tappeto, di cui si è parlato anche in passato, potrebbe essere ad esempio quello della defiscalizzazione per le imprese di montagna. «Parlando del nostro territorio e in particolare della situazione delle valli – dice ancora Zucchi – abbiamo chiesto alla Regione risorse adeguate per le politiche attive del lavoro».

Di politiche di ricollocamento si parlerà anche per Valbrem. La commissione regionale si è impegnata a coinvolgere sulla questione il ministero dello Sviluppo economico. Secondo una scaletta che comunque, ribadiscono Fim e Fiom, parte sempre da «ritiro della mobilità e alternative alla cessazione di attività». «Facciamo il possibile per evitare che la chiusura sia la decisione finale», dice Gianfranco Maifredi della Fim, ricordando che un incontro al ministero sarà importante anche per avere assicurazioni sulla cassa in deroga, ad oggi finanziata solo fino a tutto dicembre. «Abbiamo ribadito che chiediamo ammortizzatori sociali non fini a se stessi – sottolinea Margherita Dozzi della Fiom – bensì per approntare un altro piano industriale, una soluzione diversa con investimenti, ma è stato replicato che il mercato si sta spostando verso altri Paesi». Per il segretario della Fim , Ferdinando Uliano, l’impegno della commissione regionale è positivo. Auspicando che «l’azienda decida di recedere dall’idea della mobilità», Uliano sollecita anche «Confindustria a non nascondersi dietro i tecnicismi e trovare soluzioni che esulino dalla mobilità».

Sulla questione Valbrem ieri è intervenuto l’onorevole Gabriele Cimadoro (Idv): «Giovedì presenteremo in commissione alla Camera un’interrogazione a risposta immediata al ministro dello Sviluppo economico per sapere quali azioni intenda adottare per il rilancio industriale. Ne presenteremo uno anche in Aula al ministro Sacconi per un sostegno diretto ai lavoratori della Valbrem». S. G.

L’Eco di Bergamo

http://forum.valbrembanaweb.com/manifestazioni-valle-brembana-f90/manifestazione-contro-chiusura-della-valbrem-t4846.html