A scuola di frutticoltura. Presto i circa 200 soci dell’Associazione agricoltori Valle – e tutti coloro che fossero interessati a questa attività, in primis i ragazzi – disporranno di un campo scuola. Verrà attrezzato a Moio de’ su un terreno posto nei pressi del municipio dove è collocata la sede del sodalizio. «La nostra attività – dice Davide , promotore, una quindicina d’anni fa, dell’associazione e da allora presidente – è di piccole dimensioni, ispirata ai due concetti del recupero del territorio (che diversamente sarebbe destinato al degrado) e dell’aggregazione sociale tramite la frutticoltura. I primi soci furono infatti degli anziani appassionati di frutticoltura che chiesero un aiuto per sviluppare questa pratica agricola a livello amatoriale. Con il passare degli anni, il primo nucleo sociale si è diffuso su tutto il territorio della valle coinvolgendo anche numerosi giovani».

Consumo familiare
«Non possiamo certamente pensare a grandi numeri produttivi – osserva a sua volta il vicepresidente Pinuccio Gianati – poiché c’è scarsa disponibilità di aree coltivabili e d’altra parte mancherebbe pure la manodopera. Dunque un’economia di nicchia si potrebbe dire, ma comunque di un certo significato anche sociale, stante la crisi economica del Paese». E prosegue: «Nei quindici anni di attività sociale del sodalizio sono state messe a dimora all’incirca 120 mila piante, in larghissima percentuale di melo, in oltre duecento frutteti, alcuni dei quali arrivano a produzioni di alcune decine di quintali di . Complessivamente si tratta di oltre mille quintali a stagione per un controvalore economico, a 1 euro al kg, di circa 100 mila euro, tenendo conto che il 30% della produzione è per il consumo familiare ed il restante 70% trova collocazione presso parenti ed amici del produttore. Solo i maggiori produttori vendono anche nei mercati». Conclude Gianati: «È una produzione di elevata qualità che regge egregiamente il confronto a livello nazionale, qualità che vogliamo ulteriormente migliorare. L’attività sociale si incentra sulla professionalizzazione dei produttori che fruiscono dell’assistenza tecnica dell’agronomo sociale Adriano Gadaldi». Un’assistenza che si esplica in lezioni teoriche e sul campo, con la messa a dimora delle piante che i soci acquistano, tramite l’associazione, da vivai del Trentino-Alto Adige, con consigli su potatura e trattamenti, viaggi studio a manifestazioni e fiere in zone vocate alla frutticoltura (recentemente a Interpoma a Bolzano, fiera internazionale di settore) e tutto quanto è necessario per la corretta gestione del frutteto.

In primavera il campo scuola
Attualmente il campo scuola è su un appezzamento di circa mille metri quadrati di superficie già adibito a frutteto e poi abbandonato. A partire dal prossimo mese di dicembre, e grazie al lavoro di volontariato dei soci, lo spazio verrà bonificato e sistemato per essere pronto, nella prossima primavera, ad accogliere una nuova piantagione frutticola dove i produttori faranno esperienze sotto la guida del tecnico. Conclude il presidente Calvi: «Il campo scuola sarà disponibile anche per visite guidate e saranno ospiti particolarmente gradite le scolaresche al fine di avvicinare sempre più i giovani al mondo dell’agricoltura e all’ambiente».

L’Eco di Bergamo