Resta il più piccolo Comune della Bergamasca, davanti a Blello. E per addobbare l’albero di Natale si «convoca» tutto il Consiglio. Piazzolo – Una nascita e una persona emigrata. Simona Arizzi, 40 anni, impiegata in municipio, fa presto a fare il bilancio 2009 all’anagrafe di Piazzolo, in alta Valle . I numeri, su per giù, sono quelli di un condominio sparso sul territorio: 88 abitanti (46 maschi e 42 femmine), di cui circa il 35% ultrasessantacinquenni, con l’ultimo matrimonio che è stato celebrato nel giugno 2007.

E quest’anno solo un nuovo bebè, nessun morto e nessuno immigrato. Così la popolazione è rimasta quella di fine 2008 e Piazzolo è ancora il più piccolo Comune della Bergamasca.

Davanti a Blello e Brumano
In una classifica speciale, quella dei Comuni più piccoli nella Bergamasca, Blello, in Brembilla, è al secondo posto, anch’esso invariato rispetto allo scorso anno, con 90 abitanti, e Brumano, in Valle Imagna, al terzo, con 97 residenti ufficiali. Un po’ più lontani gli altri microcomuni orobici, da Cassiglio a , da a , tutti in alta Valle Brembana, sopra i cento residenti.

Pochi, invece, pochissimi, gli abitanti di Piazzolo, sempre meno rispetto a tanti anni fa quando il paese era sopra quota cento (al censimento del 1961 erano addirittura 215, scesi nel 1999 a 108 residenti).
Comunque contenti di vivere quassù, a 700 metri di altitudine, a 47 chilometri da Bergamo, dove ci sono solo un negozio di alimentari e un bar-ristorante-albergo, dove farmacia, poste, scuole e asilo sono altrove, nel vicino Comune di . Un po’ come tante frazioni delle nostre ma Piazzolo fa Comune e – si sa – i piccoli paesi di montagna sono orgogliosi della propria identità.

E questo 2009 si concluderà con un solo nuovo abitante, che già di per sé è una buona notizia considerando la popolazione e la scarsità di giovani coppie: è Nicolò, nato il 18 luglio scorso, di papà Matteo Arizzi, 36 anni, operaio alla Brembo di Mapello, e di mamma Patrizia Prandi, 33 anni, impiegata a , originaria di Bergamo. E ormai è grazie alla famiglia Arizzi che la popolazione di Piazzolo «resiste» alla lenta discesa, visto che, oltre a Nicolò, ci sono anche le sorelline Manila, 8 anni, ed Emma, di 4. D’altronde – dicono gli stessi abitanti – il paese è un po’ il regno dei bambini, non perché ce ne siano tanti (dall’asilo alle medie sono solo in sette) ma perché qui, dove si vedono ben poche auto, possono tranquillamente giocare come una volta, liberi in piazza.

«I servizi ci sono, viviamo felici»
«Mio marito è originario di Piazzolo – dice Patrizia Prandi – e insieme, quando ci siamo sposati 12 anni fa, abbiamo deciso di venire ad abitare a Piazzolo: il paese mi è sempre piaciuto e non mi sono mai pentita della scelta. Soprattutto per i miei figli, perché qui si muovono e si potranno muovere senza pericoli. Siamo un po’ un grande condominio, il paese è tranquillo e c’è ancora un contatto umano tra la gente». «Le scuole non sono poi così lontane – continua Patrizia Prandi – visto che si trovano a Olmo al Brembo e i bambini, in pochi minuti, con il pulmino, sono in classe. In città, magari, gli scuolabus ci tengono di più ad arrivare a scuola da casa».

I momenti di socializzazione, per i ragazzi, quindi, non sembrano mancare: si gioca sulla , la scuola è a Olmo al Brembo, c’è la parrocchia che unisce e ci si «inventa» anche corsi un po’ originali visto che in questo periodo, proprio per i bambini anche più piccoli (compresi quelli di Patrizia) si sta tenendo un corso di ballo latino-americano.

In Consiglio tutte le famiglie
E l’Amministrazione comunale? Si arrangia come può dato che i soldi propri o che arrivano da Regione o Stato sono sempre meno. Il sindaco Ernestina Molinari, 39 anni, al secondo mandato e impiegata a , dice che «Piazzolo è un grande condominio e, come tale, si litiga anche, ma poi si cerca di risolvere i problemi insieme, visto anche che in Consiglio tutte le famiglie sono rappresentate».
Si cerca di risolvere i problemi a partire da quelli quotidiani e più pratici, perché se c’è da sistemare un tubo dell’acquedotto, spalare la neve o addobbare l’albero di Natale del Comune, si chiama a raccolta anche l’intero Consiglio. O si aiuta il messo comunale, un po’ tuttofare per il paese. Ma comunque efficientissimo.
«Nella notte della grande nevicata di qualche giorno fa – ricorda ancora il sindaco Molinari – le nostre strade erano pulitissime e percorribili già dalla sera, forse molto meglio di altre nel resto della provincia; e il messo comunale era già all’opera alle 5,30 del mattino».

Per i neonati 500 euro di bonus
E i bambini e le giovani coppie, nei piani dell’Amministrazione comunale, hanno sicuramente un’attenzione particolare: gli studenti hanno scuolabus gratuito o comunque abbonamento Sab rimborsato e, per i primi tre anni di vita, le famiglie ricevono un bonus bebè di 500 euro l’anno. Resta un po’ il problema delle giovani coppie che, appena sposate, lasciano il paese. Dopo l’adolescenza si fa i pendolari alla ricerca dei divertimenti sul fondovalle o in città; poi, messa su famiglia, si lascia definitivamente la terra d’origine per avere il lavoro più vicino.

«Forse – dice un’anziana nata e vissuta sempre a Piazzolo – bisognerebbe sapersi accontentare e saper fare un po’ di sacrifici, cosa che i giovani non accettano. La vita qui non è difficile, a ben guardare non manca nulla di essenziale. E siamo sempre stati felici».

Si gela, ma l’unico negozio ha la porta spalancata
Temperature anche sotto zero, ma la porta del negozio di alimentari che si affaccia sulla strada principale del paese comunque sempre spalancata. Perché? Perché il riscaldamento nel negozio non c’è. Scaldare il locale vorrebbe dire spendere quel poco che l’unico negozio di Piazzolo riesce a ricavare con gli affezionati clienti. E così, il gestore dell’alimentari, dal maggio 2004 Marco Castelletti di Moio de’ Calvi, serve i clienti ben imbottito in una giacca a vento, con una berretta e i guanti.

«Mettere una stufa a pellet non mi conviene proprio – dice Marco, 42 anni –. Con quel che riesco a guadagnare sarebbe decisamente troppo onerosa da mantenere». D’altronde il piccolo negozio di Piazzolo, riaperto il 1° maggio 2004 dopo tre anni di chiusura, sopravvive soprattutto grazie a qualche cliente affezionato, agli anziani che non possono permettersi di fare la spesa nei centri commerciali e di chi dimentica qualche prodotto nei negozi del fondovalle o in città. E poi vive grazie all’aiuto del Comune che, al titolare, paga l’affitto del locale e non fa, invece, pagare l’acqua.

È negozio di alimentari ma, naturalmente, vende un po’ di tutto, essendo l’unico negozio: sui vecchi scaffali ci sono frutta, verdura, articoli per la casa, latte, riviste e giornali. Aperto tutte le mattine e, d’estate, quando il paese cresce per l’arrivo dei villeggianti, anche di pomeriggio. «È un servizio che faccio per il paese – dice Marco – e finché riesco vado avanti. Certo, non devono esserci altri costi, tra riscaldamento o affitto, altrimenti, con 15-20 clienti al giorno, ci sarebbe poco da guadagnarci. Oggi, per molti negozi di montagna, non ci sono i numeri per tenere aperto. È inutile lamentarsi perché è normale che uno vada al supermercato o al centro commerciale per fare la grande spesa. Noi piccoli negozianti di montagna non potremo mai competere per quantità di prodotti, per scelta e prezzi con i grandi centri. Il nostro resterà soprattutto un servizio di comodità e per le piccole necessità del momento. I miei clienti affezionati, comunque, li ho e devo ringraziare loro». «D’altronde – prosegue Castelletti – vado avanti ugualmente, nonostante non ci sia molto da guadagnare: ho 42 anni, una moglie che fa l’insegnante d’asilo, e due figli, l’ultimo nato un mese fa. Con la crisi economica che c’è e i lavoratori a casa in cassa integrazione anche qui a Piazzolo, non avrei molte alternative. Finché col negozio riesco a guadagnare quel poco che mi consente di vivere, proseguo. Ma è anche una questione di scelte: la mattina lavoro e il pomeriggio lo dedico alla famiglia. E quando da Bergamo ho deciso di venire a vivere in alta valle, cercando un lavoro nel commercio, sapevo che non sarebbe stato facile: perché qui, ormai, il modo di fare la spesa è diverso che dalla città. Ma finora non mi sono pentito della scelta». Un servizio, quello offerto da Castelletti, quindi, a cui tengono in modo particolare il sindaco e gli anziani.

«Il negozio più vicino a Piazzolo sarebbe a Olmo al Brembo, a circa tre chilometri – spiega il sindaco Ernestina Molinari – e quindi ci sarebbe il disagio di doversi spostare sempre. Per gli anziani ma non solo. Il negozio, alla cui apertura noi contribuiamo pagando affitto e acqua, è importantissimo per tutti: rappresenta un punto d’appoggio».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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