Strachitunt ValtaleggioCon il a latte crudo hanno cominciato a rendersi conto di trovarsi di fronte a dei formaggi fuori dal comune, dice Graziano Cominelli, cuoco e patron del ristorante La Piazzetta in frazione Sant’Eufemia di Brescia. «Poi è arrivato il Parmigiano reggiano di vacche rosse superstagionato, e lì è scattata la molla. Il bagoss stagionato tre e cinque anni ha scatenato un crescendo di consensi. Ma è stato lo strachitunt finale a rimanere impresso nelle papille gustative dei componenti della giuria».

I giudici in questione erano quelli cui lo scorso 6 ottobre la rivista Caseus ha affidato il compito di valutare il miglior «carrello dei formaggi» tra quelli selezionati per la finale che si è svolta nel magnifico scenario della dei Templi di Agrigento. Sono premiati i ristoratori che difendono e promuovono l’attività di casari ed affinatori che lavorano i formaggi artigianalmente ed a latte crudo.

«Qualcuno è arrivato fino in con il furgone frigorifero, carico di decine di tipologie di formaggi. Io ne ho infilati una quindicina in una valigia coibentata e refrigerata al volo con i contenitori da frigo portatile. Mi sono portato i formaggi che conosco , quelli delle valli di Brescia e oltre che quel parmigiano reggiano da favola che mi fornisce un amico». La scelta di presentarsi con pochi formaggi ma di grande spessore qualitativo ha pagato. «Quando ho visto passare i carrelli dei colleghi, stracarichi di formaggi non l’ho presa bene e ho pensato che non ci sarebbe stato confronto. Allora ho scelto di giocarmi la carta della sorpresa e della diversità riducendo ancora di più la selezione ma tenendo sul carrello solo i formaggi stragiusti». Ed è stato un trionfo.

Battere sul loro terreno preferito (ricordiamo che la Piazzetta è un locale conosciuto soprattutto per la cucina del pesce) ristoranti famosi proprio per la selezione dei formaggi deve essere stata una bella soddisfazione. «Che devo dividere con chi ha prodotto i formaggi e chi me li ha fatti conoscere. La giuria, presieduta dall’attore Gerard Depardieu, è rimasta impressionata dal bagoss, che però già conoscevano seppure in versione più soft rispetto a quelli che ho selezionato, e soprattutto dallo strachitunt Valtaleggio prodotto dalla Cooperativa Sant’Antonio di Vedeseta, del quale molti tra i giurati avevano solo sentito parlare ma non l’avevano mai assaggiato».

Chi vince il premio Caseus normalmente viene convocato per rappresentare l’Italia nelle competizioni internazionali. «Ci stiamo già preparando: l’anno prossimo andremo a Parigi per le qualificazioni; nel 2009 a Lione per il gran finale. Visto che ha riscosso tanto successo, punteremo sempre sulla produzione nostrana».

L’Eco di Bergamo

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