c-documents-and-set-20081216153057-0Progetto d’eccellenza» – Il ministro Brambilla: possibile il ritorno della casa da gioco «Il rapporto con è un modello di collaborazione» – San – «Questo progetto è un’eccellenza assoluta, l’esempio di come debba essere la collaborazione tra pubblico e privato in questo settore». Michela Vittoria Brambilla, fresca di nomina al dicastero (tornato dopo la cancellazione per referendum nel 1993) del Turismo sale in Brembana e forte dei suoi natali calolziesi gioca un po’ in casa. «Non so da quanti anni un ministro del Turismo non veniva a San » sottolinea Carlo Saffioti, coordinatore provinciale del Pdl.

Il perché di questa svolta è noto: il progetto (la scommessa) di rilancio del centro termale voluto da Antonio Percassi, che accoglie il ministro alle soglie del Casinò e già dai primi gradini dello scalone si lancia nell’illustrazione del progetto. E poi su su fino al terrazzo con vista sul monumentale Grand hotel, decadente simbolo di un grande passato e allo stesso tempo speranza del rilancio. Anzi no, perché i tempi sono cambiati, e il turismo anche: «Non rilancio, ma inizio di una nuova era», spiega un passaggio del filmato presentato al ministro, dove si svelano le moderne architetture di Dominique Perrault, l’architetto francese vincitore del contest internazionale della scorsa estate. Percassi è chiaro: «Vogliamo fare qui le terme più belle del mondo». Punto. E un contorno che sia all’altezza: «Stiamo trattando con partner mondiali leader assoluti nel settore e questo percorso dovrà terminare per fine anno, quando sarà pronto il progetto esecutivo». In questi giorni, per esempio, in Valle c’è una delegazione thailandese «leader nel settore termale»: una corsa continua, con un progetto rivisto «perché la San Pellegrino ha deciso di spostare le cisterne, e questo ha liberato ulteriore spazio» e il traguardo di «aprire i cantieri per i primi mesi del 2010».

«Noi ci saremo, perché il turismo è in ai nostri programmi» spiega il ministro, decisamente disponibile sull’ipotesi di riportare una casa da gioco in valle: «San Pellegrino è nel novero delle località interessate, ci stiamo lavorando. Non capisco perché dobbiamo lasciare questo settore ai Paesi vicini come Spagna e Francia». Perché per la Brambilla «il turismo del futuro sarà improntato molto sulla qualità». E indica due strade fatte su misura per la zona, la specializzazione termale e quella congressuale: «Sono entrambe non stagionali, quindi consentono di lavorare su tutto l’anno e con una clientela comunque disposta a spendere bene». Chiaro però che c’è un intero sistema da ripensare «cominciando dalla formazione a tutti i livelli: dalla scuola agli albergatori e ristoratori». Perché «in questo momento critico il turismo è fondamentale per il rilancio economico: per troppi anni abbiamo pensato che la gente venisse in Italia senza fatica, solo perché è bella. Ora non basta più».

Una sfida che passa da tante altre sfide, come quella infrastrutturale, con Percassi che – a latere – ringrazia «il grandissimo impegno soprattutto della Regione in questo campo, la Provincia e il Comune di San Pellegrino». Ma anche l’ «dove San Pellegrino deve essere inserito» ricorda dal lato pubblico l’assessore provinciale alla Pianificazione territoriale (brembano doc) Felice Sonzogni. Annuisce convintamente il lato Ascom, con il presidente Paolo Malvestiti e il direttore generale Luigi Trigona: applaude quello del Pdl, presente con i candidati al Consiglio provinciale (Silvana Sonzogni, Paolo Dolci ed Enrico ), diversi amministratori e il vicecoordinatore Pietro Macconi.

D’accordo Gregorio Fontana, parlamentare che ha accompagnato il ministro nella sua tappa in valle: «Questo è un grande progetto, una sfida che il governo intende raccogliere: per questo servono politiche concertate sul turismo tra la Provincia e il Comune capoluogo». Perché il puzzle si compone di tante tessere: dal turismo culturale a quello enogastronomico, passando per lo sci e la «e l’ al Serio», ricorda la Brambilla. Poi è tempo di brindisi e auspici, sulla terrazza vista Grand hotel: si mormora che all’ultimo piano potrebbe trovare posto il Casinò, se nella roulette del turismo la pallina si fermerà davvero su San Pellegrino.

Dino Nikpalj – L’Eco di

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