L’Osservatorio svolge l’importante funzione di tenere sotto osservazione i principali fenomeni dell’evoluzione turistica del territorio. Opera per acquisire, con l’apporto collaborativo dei diversi soggetti del settore, dati e informazioni che, adeguatamente elaborate e analizzate, costituiscono un utile strumento per la definizione di idonee strategie finalizzate allo del territorio bergamasco. L’Osservatorio supporta glii operatori del sistema turistico con la rilevazione e la produzione di informazioni utili alla programmazione imprenditoriale, raccolte attraverso una consolidata rete di collaborazione tra i diversi organismi locali. La stesura del Rapporto annuale costituisce il momento conclusivo di un lavoro costante e capillare improntato alla raccolta e analisi di articolati dati, fattori e sensori.

L’andamento del turismo provinciale
Negli ultimi anni, a seguito della ben nota crisi economica, il turismo ha subito la maggiore recessione mai verificatasi dal dopoguerra, culminata nel 2009 con una riduzione media a livello mondiale degli arrivi internazionali intorno al 4%, che tuttavia in Italia ha avuto conseguenze meno pesanti, manifestandosi con una contrazione delle presenze molto contenuta, inferiore all’1%.

“In questo contesto non possono che soddisfare i risultati della , che fanno segnare un incremento che si attesta intorno all’8% rispetto allo scorso anno, in termini di presenze (addirittura del 12,6% in termini di arrivi) – sottolinea l’assessore Giorgio Bonassoli -. Si tratta di uno dei risultati migliori ottenuti in Lombardia, con la sua media regionale del 5,65%. Lo sviluppo turistico della provincia negli ultimi anni è stato anche favorito dall’, pur dovendo riconoscere che, dall’analisi dei dati, si evidenzia che la durata media del soggiorno si è contratta sensibilmente rispetto allo scorso anno”.

Il turismo di breve durata è peraltro una realtà fisiologica ormai presente nella realtà odierna ed e trasversale a tutte le destinazioni e proposte. In particolare per la nostra provincia esso è orientato prevalentemente verso la città e verso gli interessi culturali del territorio per il quale si è constatata una crescita indipendentemente che si tratti di stranieri o italiani. Va peraltro sottolineato che per questo tipo di turismo l’incremento degli italiani è stato addirittura superiore (11,6%) a quello degli stranieri (8,9%).

Nel 2010 trend in crescita
Il trend estremamente positivo nel 2010, ha visto tuttavia una distribuzione di turisti piuttosto diversificata sul territorio. Rispetto all’anno precedente:

•nell’area di e pianura vi è stato un incremento pari al 13,6% in termini di presenze e addirittura superiore al 15% in termini di arrivi;
•nell’area delle si è avuto un leggero decremento delle presenze del 3,34%, che risulta comunque inferiore rispetto alle perdite degli anni precedenti che hanno registrato un -8,59% nel 2008 ed un -6,33%, nel 2009. Gli stranieri, sono invece aumentati del 3,3%; nell’area dei Laghi si è delineata una sostanziale tenuta dell’andamento: +4,82% di arrivi a fronte di un lieve decremento (-2%) delle presenze.

Gli stranieri rappresentano il 36% delle presenze provinciali le cui provenienze sono condizionate dai collegamenti aerei dell’aeroporto di Orio. Nelle singole aree turistiche il livello di internazionalizzazione si presenta molto diversificato: nell’area della pianura l’incidenza degli stranieri si avvicina al 45%, nelle Orobie è soltanto del 14%, nell’area dei laghi gli stranieri rappresentano circa un terzo (32%). Tra gli Italiani, a prevalere decisamente sono i Lombardi, nelle Orobie sono addirittura l’83% (il che significa che 7 turisti su 10 nelle Orobie sono Lombardi). In pianura i Lombardi rappresentano “solo” il 37,5% degli Italiani mentre nell’area dei Laghi sono il 64% dei turisti presenti.

Il sistema d’accoglienza
“Il sistema di accoglienza della provincia prosegue il trend già evidenziato negli anni passati che vede il sistema turistico complessivo rafforzarsi, anche se sostenuto prevalentemente dall’area della città e della pianura, che fruisce del forte incremento di passeggeri in movimento sull’aeroporto – precisa l’assessore Bonassoli -. Nel corso del quinquennio 2005-2010, nel sistema di accoglienza bergamasco, la ricettività alberghiera ha fatto registrare un aumento di 16 strutture alberghiere (con un incremento di oltre il 17% in termini di posti letto)”.

Anche la ricettività familiare è oggetto di un fortissimo incremento grazie alla moltiplicazione di quasi tutte le tipologie presenti (affittacamere, vacanze e B&B), con la sola eccezione degli , che risultavano essere una modalità ricettiva già consolidata negli anni 2000. E’ quindi oggettivo constatare che oggi la ricettività famigliare rappresenta una reale alternativa alla ricettività alberghiera soprattutto per il turista leisure.

Città e pianura in crescita
Le crescita delle strutture alberghiere della provincia è quasi interamente attribuibile all’area di Bergamo e pianura, dove in effetti si è verificato un considerevole boom turistico a partire degli anni 2000; in particolare nell’arco dell’ultimo quinquennio vi è stato un incremento di ben 25 strutture, (pari al 42% in termini di posti letto).

Nel solo 2010 sono stati aperti nell’area di Bergamo e pianura ben 7 nuovi a fronte di 4 chiusure. Tutto questo è la testimonianza più evidente di come la città abbia attraversato in questi anni un radicale processo di trasformazione e di come si stia collocando a pieno titolo come destinazione turistico-culturale venendo sempre più a configurarsi come meta di brevi soggiorni.

Orobie in calo ma i laghi attraggono
Nell’area delle Orobie prosegue invece il processo di razionalizzazione dell’offerta alberghiera che si traduce in un ridimensionamento complessivo del numero delle strutture (8 in meno dal 2005 al 2010); tali chiusure, tuttavia, riguardano per lo più le fasce basse alberghiere (1 o 2 stelle). Questa nuova situazione è rappresentativa di un processo di cambiamento e di riqualificazione dell’offerta che vede l’apertura di 10 nuove strutture, in particolare in , dove si riscontra il maggior numero di aperture oltre che nella fascia pedemontana della provincia.

L’area dei Laghi, che in passato ha subito un forte ridimensionamento dell’offerta, sembra ora avere avviato un processo di riqualificazione con strutture più adeguate alle nuove esigenze della clientela. Nel corso del 2010 si sono registrate 3 chiusure, di cui 2 a 1-2 stelle e due aperture, di cui una a 4 stelle. In ultima analisi, si evidenzia nei tre sistemi una buona evoluzione qualitativa: nel 2005 l’incidenza degli alberghi a 3 e 4 stelle era del 73%, mentre oggi è di circa l’80%.

Provincia di Bergamo