Brembana – Il 78% dei ragazzi delle Valli Brembana, Imagna e dell’Isola, tra i 13 e i 19 anni, secondo un’indagine effettuata nel 2005, consuma bevande alcoliche. Un dato risalente a cinque anni fa ma comunque allarmante. È anche da qui che parte il progetto di prevenzione contro droghe, alcol, fumo e incidenti stradali, promosso dalla e presentato l’altro ieri nella sede di . Più controlli sulle strade delle polizie locali, test alcolemici nei locali giovanili, cartelli e sagome deterrenti dove sono accaduti incidenti stradali mortali ed eventi alcol free, ovvero senza uso di bevande alcoliche. Sono solo alcuni degli interventi previsti dal «Progetto prevenzione Valle Brembana» che mira anche a promuovere stili di vita sani tra adolescenti e giovani.

Due anni di attività, affidate al Consorzio Solco Priula di San , da aprile 2010 a marzo 2012, per raggiungere quattro obiettivi fondamentali, illustrati da Stefano Imi, responsabile dell’Ufficio di piano dell’Ambito della Valle Brembana, supportata da Maria Calegari, responsabile del procedimento: ridurre gli incidenti stradali e quindi la mortalità di almeno il 10% in Valle, ridurre il consumo di alcol e sostanze stupefacenti nel 5% dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni (scuole secondarie), ridurre ancora il tabagismo sempre del 5% e infine promuovere stili di vita sani con attività fisica e alimentazione in almeno il 70% dei comuni e delle scuole (tramite piedibus, gruppi di cammino, iniziative sportive, corsi di ballo e cucina).

Obiettivi che dovranno essere perseguiti tramite il coordinamento di più soggetti: a partire dall’Asl, già coinvolta per la scelta degli interventi più efficaci da mettere in campo, quindi dirigenti scolastici e insegnanti, amministratori comunali, gestori di locali giovanili, organizzatori di feste, , forze dell’ordine, scuole guida e stampa. Ma anche volontariato, associazioni e mondo del lavoro.

Un progetto generale, quindi, che prevede poi anche quattro sottoprogetti, per l’area di San Pellegrino, per la (compreso ), i venti comuni dell’alta Valle, e Val . E poi, per ogni obiettivo generale, ci sono gli interventi e le finalità specifiche. «Si inviteranno gli istituti scolastici, per esempio – ha spiegato Imi – ad ottenere, tramite iniziative mirate, la certificazione europea di “scuola che promuove la salute”, grazie al raggiungimento di obiettivi minimi. Per questo abbiamo già preso contatto con dirigenti e insegnanti». Oppure, entro gennaio 2011, è prevista l’installazione di cartelli indicanti il numero di morti e incidenti gravi accaduti sulla provinciale o di sagome deterrenti (con slogan realizzati dagli studenti delle superiori).

Ancora, entro fine 2011, si cercherà di identificare almeno un 30% di locali giovanili, compresi gli oratori, come «locali che promuovono stili di vita sani» (con drink analcolici), quindi di installare infopoint sulle conseguenze dell’abuso di alcol e di test alcolimetrici gratuiti nei cinque locali a maggiora frequentazione giovanile della valle. Tra le finalità del progetto anche la promozione di stili di vita sani. E qui si punterà, per esempio, a creare gruppi di cammino (già promossi dall’Asl in altri paesi della provincia) in almeno il 70% dei comuni, di piedibus (il raggiungimento della scuola a piedi anziché in pulmino) di almeno il 70% delle scuole elementari e, almeno una volta all’anno dovrà essere promosso nel 70% dei comuni della valle un evento per la promozione di un’alimentazione corretta e di attività fisica (dai corsi di cucina sana ai corsi di ballo). Questionari nelle scuole superiori, a inizio e fine progetto, dovranno verificare se gli obiettivi saranno stati raggiungi per uso di alcol, droghe e lotta al fumo, mentre numero di incidenti stradali e iniziative realizzate per sani stili di vita saranno i criteri per valutare gli altri due obiettivi.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo