– Il caso più grave risale a circa due mesi fa. Una ragazza di San , minorenne, sviene, probabilmente dopo aver assunto droga e bevuto alcolici. Viene soccorsa e portata in ospedale. Fortunatamente si salva. Dopo alcune settimane un giovane, ubriaco, dà in escandescenze e devono intervenire i . «I casi a cui stiamo assistendo negli ultimi mesi – dice il sindaco di San Pellegrino Vittorio – sono purtroppo tanti, troppi. Quasi ogni festa ci dà problemi di questo genere. E l’età in cui si inizia a bere è sempre più bassa: abbiamo avuto ragazzini della scuola media già ubriachi. Anche le forze dell’ordine fanno il possibile, ma non basta. Siamo molto preoccupati».

Il divieto, per legge, di vendere alcolici ai minori di 16 anni, evidentemente, non è sufficiente. Come, a quanto pare, non è ritenuto sufficiente il progetto di prevenzione (incontri e sensibilizzazione) operato dalla tramite il Consorzio Solco Priula. Così il Comune di San Pellegrino ha proposto a tutti i sindaci della Valle Brembana un’ordinanza comune per contrastare l’abuso di alcol tra gli adolescenti.

Oltre al divieto di vendita, l’ordinanza prevede la sanzione per chi cede gratuitamente alcolici a un minore di 16 anni, con una multa per lo stesso ragazzo sorpreso a bere. Così come sarebbero vietati i distributori automatici di bevande alcoliche non dotate di sistemi di lettura automatica di documenti con i dati anagrafici degli utilizzatori (a meno che sia presente sul posto, in maniera continuativa, apposito personale che effettua controlli mirati). «L’elemento centrale dell’ordinanza – spiega il sindaco di San Pellegrino Milesi – è rappresentato però dal coinvolgimento diretto dei genitori del minore che sono chiamati ad affrontare la situazione e a definire con gli esperti un piano di interventi per scongiurare conseguenze più gravi al ragazzo».

«Chiediamo che l’ordinanza, per avere maggiore forza, possa coinvolgere tutta la valle – prosegue il sindaco – perché naturalmente il problema non è solo di San Pellegrino. Purtroppo la situazione peggiora continuamente e non possiamo pensare che sia solo un problema dei carabinieri. Al di là dell’ordinanza che, peraltro, da sola non potrà essere risolutiva, occorre tenere alta l’attenzione tra tutte le agenzie educative». La proposta di ordinanza dovrebbe essere discussa nella prossima assemblea dei sindaci della valle.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di