Ballo liscio, costine e cotechini, birra e gazzosa: non è ancora estate, ma la stagione delle sagre è già cominciata. Feste organizzate dagli oratori per il santo patrono, gestite da organizzazioni di volontariato che cercano di raccogliere fondi, da partiti politici di destra o di sinistra, dagli : il calendario si riempie di eventi in tutta la provincia, per la gioia di chi ama mangiare in compagnia, con un po’ di musica di sottofondo. E per il dolore di chi possiede un bar o un ristorante, e vede gli incassi diminuire sensibilmente a causa della concorrenza. Tanto che Confesercenti intende chiedere alla Regione di mettere un freno “all’inflazione di eventi di questo tipo, a garanzia dei consumatori e a tutela del principio di libera concorrenza”.

Perché questo tipo di festa spesso si avvale dell’uso di volontari, e può facilmente abbattere i costi: per un piatto di casoncelli bastano spesso 4 euro, per un “pà e strinù” a volte anche meno. Ma, almeno secondo Confesercenti, non sempre il prezzo basso è una garanzia per il consumatore. L’associazione ha già presentato la richiesta di stesura di un regolamento regionale: si chiede che gli organizzatori di queste manifestazioni non possano ricevere un’autorizzazione che vada oltre le dieci giornate (anche non consecutive) di somministrazione di bevande ed alimenti. In più, il responsabile dovrà dichiarare che la manifestazione rispetta le norme di nei confronti dei lavoratori impiegati e ledisposizioni in materia igienicosanitaria.

«Si tratta di regole necessarie e di buon senso, per evitare che il fenomeno sfugga al controllo e finisca con il danneggiare bar, ristoranti e gli stessi consumatori – spiegano da Confesercenti -È vero che questi eventi contribuiscono a rendere più vivaci le serate estive, ma va però sottolineato che uno svolgimento indiscriminato degli stessi finisce con il danneggiare chi esercita tutto l’anno l’attività di ristorazione con passione, spirito di sacrificio e professionalità. Bar e ristoranti sono un punto di riferimento per dodici mesi: il servizio garantito alla comunità è continuo e qualificato.

Mara Mologni – DNEWS