Trasporti e alberghi, attività in caduta
-La Valle Brembana Articolo letto da 883 utenti - Pubblicato il 10 maggio 2009Volume d’affari in evidente calo a Bergamo come in tutta la Lombardia nel primo trimestre 2009 anche per quanto riguarda il commercio al dettaglio (nell’analisi condotta da Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia a cui in Bergamasca ha risposto un campione di 133 imprese). I numeri mostrano una sovrapposizione quasi perfetta tra la flessione di Bergamo e provincia (-5,3%) e quella lombarda (-5,4%), anche se poi, analizzando i vari comparti, emergono le differenze.
La riduzione del giro d’affari su base annua è infatti marcata nel commercio dei beni alimentari (-8,2% a Bergamo e -6,5% in Lombardia) ma lo è ancor di più per i beni non alimentari (-9,7% a Bergamo e -7,7% in Lombardia) mentre nella grande e media distribuzione Bergamo regge bene, registrando una variazione nulla contro il meno 2,7% della media regionale. Resta comunque il fatto che il 58% delle imprese contattate indica un calo del volume d’affari superiore al 5%, mentre il 59% registra un calo su base annua degli ordini ai fornitori, così come rallenta (-0,3%) la dinamica dei prezzi dei prodotti venduti rispetto al +0,2% della precedente immagine.
L’occupazione è in debole crescita nel primo trimestre 2008 (+0,1% contro un -0,3% a livello regionale) come risultato di un tasso d’ingresso del 1,8% e di un tasso di uscita dell’1,7%. Previsioni comunque più ottimistiche tra gli intervistati per il secondo trimestre sia sul fronte degli ordini che del giro d’affari.
Sul fronte dei servizi Bergamo è in vistoso calo come volume d’affari su base annua, -5,3%, ma va sempre meglio dell’intera Lombardia che fa registrare un -6,3%, con tendenza negativa in rafforzamento. Per Bergamo la variazione del primo trimestre 2009 è ancora più negativa (-6,1%), con differenze però marcate tra provincia e regione nei vari comparti. Più negativa la Lombardia (-3,9%) rispetto a Bergamo (-5%) nelle costruzioni, così come nel commercio all’ingrosso (-5,7% e -7%), mentre quasi un crollo è avvenuto recentemente a Bergamo nel comparto alberghi-ristoranti (-9,2%, rispetto al -8,7% regionale), dove le variazioni negative si susseguono da sei trimestri consecutivi.
Molto male in provincia nel primo trimestre 2009 anche i trasporti (-10,3%, rispetto al -9,7% lombardo), mentre molto più lieve è la situazione nell’informatica e telecomunicazioni (-1,2% contro il -3,1% regionale). Leggere le flessioni anche nei servizi avanzati (-1,5%) e negli altri servizi alle imprese (-0,5% finanziari, immobiliari, vigilanza, pulizia). Drastica invece la flessione a Bergamo nei servizi alla persona (-9,2% contro il -4,2% lombardo) legato a istruzione e sanità private, attività ricreative, lavanderie o parrucchieri. Assolutamente in linea con la Lombardia l’occupazione, che nei servizi è in calo in entrambi i casi dello 0,8%, con la netta flessione nei trasporti (-0,7%), costruzioni (-0,5%) e commercio all’ingrosso (-0,4%), mentre gli altri servizi reggono e anzi incrementano (+1,6%). Le prospettive dei servizi per il secondo trimestre sono prevalentemente positive.
A livello di saldo tra imprese nuove iscritte e quelle cessate, si registra in provincia di Bergamo un saldo negativo di 501 imprese (nuove 2.187, cessate 2.717): riduzione ben più pronunciata rispetto al passato e ai valori tipici del primo trimestre dell’anno. Complessivamente le imprese registrate in Bergamasca risultano così 93.431. Le riduzioni riguardano soprattutto le piccole imprese, tra le quali hanno un peso rilevante le cooperative. Scendono le imprese artigiane anche se rispetto al primo trimestre 2008 la differenza è minima (34.130 nel 2008 e 34.116 nel 2009).
Più marcata in alcuni comparti come gli artigiani manifatturieri (scesi in due anni da 9.300 a 9.075) o gli autotrasportatori che in due anni hanno perso 200 unità (oggi sono 1.719). Segnali più recenti di rallentamento provengono invece dagli artigiani edili che però hanno avuto in questi anni un andamento ciclico e restano comunque la quota più significativa con 16.574 lavoratori. Il monitoraggio mensile della dinamica imprenditoriale, secondo i dati del Registro Imprese di Bergamo, evidenzia che il saldo iscrizioni-cessazioni è stato negativo nel dicembre 2008 e a gennaio 2009, leggermente negativo anche in febbraio, per tornare in territorio positivo a marzo e aprile. Complessivamente, alla fine dei primi quattro mesi del 2009, il saldo è ancora negativo per circa 150 unità.
L’Eco di Bergamo
ARTICOLI CORRELATI:
Inserito il 11 maggio 2009 alle ore 13:41 UTC
Con la crisi economica i problemi occupazionali della valle vengono ancora più accentuati. speremmm