logo_home_smallZogno – Pronti a rialzarsi. Dopo lo spaventoso rogo che ha distrutto, poco dopo l’alba del 1 novembre, parte dei suoi telai, la ha deciso di accelerare la ripartenza della produzione. La volontà dei vertici di Mvb è emersa ieri nell’incontro con i sindacati, in cui sono state fatte le prime stime, seppur ancora approsimative, dei danni. In realtà a non c’è mai stata una fermata totale: in questi giorni stanno lavorando una settantina dei 340 dipendenti, impiegati nei magazzini, uffici campionario, amministrazione e logistica. Ma già dalla prossima settimana, la ha intenzione di rimettere in moto i telai «superstiti» utilizzando una sala oggi in disuso, che provvisoriamente sarà in grado di ospitare la produzione.

«Vogliamo ripartire al più presto – conferma Massimo Trabattoni, amministratore delegato di Mvb – e dovremo farcela già entro settimana prossima. Su 92 telai complessivi, quelli andati distrutti sono una dozzina, una trentina quelli danneggiati, che confidiamo di recuperare. Gli altri 50, dopo un’adeguata ripulitura, potremo recuperarli quasi subito. Con questi riavvvieremo la produzione, perché abbiamo scadenze importanti, con clienti anche internazionali che attendono il materiale per le campionature: li abbiamo chiamati per tranquillizzarli». «Con la società abbiamo fatto il punto della situazione – spiega Raffaele Salvatoni di Femca-Cisl – e abbiamo apprezzato la ferma volontà di tutti di ricominciare appena possibile. Già la prossima settimana si dovrebbe ripartire, utilizzando quei telai, una sessantina, rimasti indenni o quasi dopo il grande rogo. Da parte nostra abbiamo convenuto se sarà possibile, di utilizzare il contratto di solidarietà, che prevede una sospensione massima del 60% dell’organico, prima di pensare ad altri strumenti. Ci sono anche le ferie arretrate: l’assemblea con i lavoratori lunedì a Zogno servirà per capire le varie posizioni». «Si ripartirà con gradualità – aggiunge Pietro Allieri di Filctem-Cgil -: già oggi c’è stato personale richiamato per operazioni di ripulitura o manutenzione. La volontà di ricominciare c’è, sullo sfondo resta piuttosto un’altra incognita: capire se a regìme i telai distrutti o danneggiati verranno di nuovo sostituiti o se in questa fase si procederà solo con la cinquantina di macchinari superstiti. Dopo l’assemblea incontreremo nuovamente
l’azienda per approfondire anche questo punto».

L’Eco di