In realtà l’ex ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa e i suoi «bamboccioni», accusati tre anni fa di restare a casa coi genitori ben oltre la maggiore età, c’entrano fino a un certo punto. Qui l’obiettivo dell’Amministrazione comunale è quello di dare un segnale più ampio: la popolazione del paese diminuisce, i giovani che si sposano e fanno figli sono pochi e le coppie, spesso per lavoro, emigrano verso il fondovalle o la città. Una tendenza da invertire e a cui mira la singolare delibera della nuova giunta di Gerosa, Comune uscito la scorsa primavera da un anno di commissariamento: un contributo di 500 euro per ogni giovane coppia che si sposa dal 1° ottobre scorso al 31 dicembre 2011.

Contributi anche per i bebè
Ma l’incentivo, per così dire, è anti «bamboccioni»: i due novelli sposi, insieme, non devono superare i 70 anni di età. Quindi il bonus solo a chi lascia casa e si sposa da giovane, altrimenti nulla. D’altronde il paese ha bisogno di sposi, ma soprattutto di coppie che fanno figli. E, infatti, il secondo bonus istituito dalla Giunta guidata dal sindaco Pierangelo Monzani, riguarda proprio i bebè: 500 euro per ogni nato tra il 1° ottobre scorso e il 31 dicembre 2011. La popolazione lentamente scende: nel 1981 i gerosini erano 449, poi 374 nel 2008 e 366 lo scorso anno.

I numeri statistici su giovani e bambini sono sotto la media provinciale: l’età media è di 42 anni e il tasso di natività, negli ultimi anni, è sceso. Dopo il babyboom nel 2004 e nel 2006 con sei nati, la cicogna si è fermata quattro volte lo scorso anno e tre volte quest’anno. Ma il numero di decessi, ultimamente, supera sempre i nati.

Quindi bisogna correre ai ripari. Si lascia il paese
«È sicuramente un riconoscimento simbolico perché difficilmente una coppia si sposa e rimane in paese per 500 euro – dice l’assessore ai Servizi sociali Enzo Sandoli –. Ma vuole essere un segnale importante dell’Amministrazione comunale verso un problema serio: le ultime giovani coppie hanno lasciato il paese, la popolazione diminuisce e invecchia».

Perché solo ai giovani? «Chi si sposa da noi e ha oltre i 35 anni – continua l’assessore – molto probabilmente è perché vive già da tempo in paese, quindi il bonus non avrebbe senso». E, infatti, negli ultimi due anni a si sono avuti quattro matrimoni: di queste coppie tre avevano già superato insieme i 70 anni e abitavano già in paese, mentre la più giovane ha lasciato . «La tendenza a sposarsi tardi, comunque, c’è – dice ancora l’assessore – e il bonus, effettivamente, è anche un po’ anti “bamboccioni”. Vogliamo premiare chi si sposa giovane e lascia casa». Sconti su rette e scuolabus. Ma il Comune guarda al sociale anche con altri provvedimenti: con l’abbattimento della retta per l’asilo, del trasporto scolastico e della mensa per chi frequenta la scuola media di e ulteriori riduzioni, fino al 30-50%, della retta sull’asilo e del trasporto, a partire dal secondo figlio. «L’impegno in ambito sociale era stato uno dei nostri punti in campagna elettorale – conclude Sandoli – e ora lo stiamo mettendo in pratica. A iniziare dalla rinuncia, nostra e dei consiglieri di opposizione, alle indennità di carica. Solo così abbiamo potuto istituire i bonus bebè e per le giovani coppie».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo