San Pellegrino Terme – «Le nuove Terme di San Pellegrino saranno tra le più grandi d’Europa». Il cambia progetti e tempi, ma non l’obiettivo: quello di realizzare nella cittadina un centro termale di altissimo livello, con un target da «circa 200 mila presenze ogni anno». Quindi si va avanti. Seppure con modalità diverse e in ritardo sulle iniziali. Martedì scorso le nuove strategie per il rilancio di San Pellegrino sono state presentate a Comune, Provincia e Regione, partner dell’operazione avviata con la firma nel gennaio 2007.

«Lavori dall’estate»
Le nuove terme sorgeranno al posto dell’ex hotel e recuperando gli spazi degli antichi portici, su circa 4.000 metri quadrati. I lavori – secondo il gruppo – inizieranno quest’estate per concludersi entro fine 2013, come già previsto dagli accordi precedenti. La soluzione – che a questo punto appare definitiva – arriva dopo il progetto del francese Dominique Perrault (vincitore di un concorso internazionale) e del giapponese Kengo Kuma (con il gruppo «De8»). Il primo, che prevedeva le terme nella parte più a monte del paese, è stato scartato «per l’altissima complessità costruttiva e la scarsa sostenibilità economica», dicono dal gruppo. Dell’architetto francese è però rimasto l’impianto del cosiddetto «borgo basso», ovvero centro commerciale-residenziale. Nel 2011 arriva il progetto di Kuma che prevedeva le nuove terme più vicine all’hotel e a ridosso del borgo. E proprio qui sta il motivo principale dell’ulteriore abbandono: crisi economica, difficoltà di accesso al credito bancario e mercato immobiliare fermo per ora non consentono a Percassi di avviare la realizzazione dell’area commerciale-residenziale (il borgo).

«Le nuove terme – dicono dal gruppo – si sarebbero trovate di fronte a uno spazio vuoto o a un cantiere». Anche per i futuri gestori, il gruppo «Qc» del lecchese Saverio Quadrio Curzio (gestori anche a Bormio), sarebbe stata una scelta poco opportuna. A questo punto ci si è indirizzati verso l’area storica, ex hotel Milano-Terme con tutto il porticato, di proprietà del gruppo Percassi. «È una scelta condivisa con il gestore e presenta vantaggi di tempi e costi – dicono dal gruppo –. Inoltre consentirà di raggruppare tutte le future proprietà pubbliche: casinò, teatro e centro termale (le terme, una volta realizzate, passeranno di proprietà al Comune, ndr). Sarà un ritorno al passato, visto che le prime terme nacquero proprio qui. Ed è particolarmente piaciuta la possibilità di rendere di nuovo fruibili gli affascinanti ambienti storici, proprio dove sgorga l’acqua di San Pellegrino».

Accesso, ingresso e piscine
L’ingresso delle terme avverrà dagli attuali portici al piano terra, le sale relax e dei trattamenti saranno al primo piano mentre le piscine (interne ed esterne) saranno al posto dell’ex hotel Milano. Per l’accesso a casinò, teatro (in fase di costruzione da un anno) e terme si sta pensando a una salita meccanica da via Vittorio Veneto. «Le nuove terme – proseguono dal gruppo – si svilupperanno su 4.000 metri quadrati, oltre agli spazi esterni che comprenderanno anche il parco delle terme. Una dimensione, quindi, superiore a quanto previsto dagli accordi, che porrà lo stabilimento brembano tra i più grandi d’Europa». Per il nuovo (dovrebbe essere un quattro stelle con 60 camere), invece, bisognerà attendere.

«Sarà realizzato, ma in tempi successivi – spiegano –. Contiamo ora di dare un segnale forte e decisivo con le nuove terme. Con la loro apertura siamo certi che si produrrà quella ripresa di interesse in grado di stimolare gli altri investimenti». Tra questi il recupero ad albergo pluristellato del , su cui «resta, per ora, l’interesse della catena alberghiera americana Hilton», una delle più importanti al mondo. Ma bisognerà attendere.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di