I boscaioli, in particolare in , lamentavano da tempo l’impossibilità di lavorare in estate, causa le leggi regionali troppo restrittive. Che limitavano fortemente la possibilità del taglio e del trasporto del legname nelle zone a protezione speciale. Ora, la Giunta regionale (su sollecitazione anche della Valle Brembana), ha dato il via libera ad alcune modifiche sulle norme forestali che vengono incontro alle esigenze dei taglialegna.

Il divieto ora in vigore di effettuare tagli di qualsiasi genere, sia sui cedui che nelle fustaie, dal 1° marzo al 31 luglio, indipendentemente dalla quota, diventa un divieto di effettuare solo tagli a raso («che asporta tutta la biomassa legnosa su una superficie superiore a mille metri quadri») nei seguenti periodi: dall’1° marzo al 31 luglio per i boschi posti a quote inferiori a 600 metri, dal 1° aprile al 31 luglio per i boschi posti a quote comprese fra 600 e mille metri e dal 15 aprile al 31 luglio per i boschi posti a quote superiori; il divieto di effettuare «ripuliture» nel periodo 1° marzo-31 luglio, viene «ammorbidito» rispetto a quanto attualmente previsto, permettendole nei seguenti casi: per garantire la del cantiere durante l’esecuzione di attività selvicolturali; per accertate esigenze di prevenzione degli incendi; nei castagneti da frutto e nei boschi intensamente fruiti.

«Sono soddisfatto per l’approvazione di queste modifiche – dichiara Pietro Macconi (An-Pdl), che ha seguito il provvedimento – perché riusciamo così a dare una risposta soddisfacente alle esigenze dei boscaioli e dei consorzi forestali e a garantire condizioni operative migliori per consentire la manutenzione e la pulizia dei nostri boschi». Compiacimento è stato espresso anche da Zaverio Oprandi, presidente del Consorzio forestale della Presolana: «A guadagnarne sarà ora anche la salute dei nostri boschi». Da segnalare, infine, che sono state introdotte modifiche anche alle prescrizione di rilasciare alberi da destinare all’invecchiamento a tempo indefinito: da un albero da rilasciare ogni 2.000 metri quadrati si passa ora a uno ogni 5.000 metri quadrati.

L’Eco di