Manifattura Valle Brembana, confermata la liquidazione “Trattative inconsistenti”

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logo_home_smallZogno – Due gravi crisi al centro delle audizioni di giovedì 3 luglio in IV Commissione in Regione Lombardia. Dopo la vertenza della Danone di Casale Cremasco è stato il turno della Manifattura Valle Brembana e del suo pesantissimo impatto occupazionale: lo storico stabilimento tessile di Zogno fondato nel 1907 è infatti arrivato anche a dar lavoro a 900 dipendenti. Oggi l’azienda, secondo quanto ribadito dalla proprietà rappresentata da Massimo Trabattoni, è avviata verso la liquidazione, con un black-out produttivo che coinvolge 330 dipendenti. All’audizione erano presenti anche il sindaco di Zogno Giuliano Ghisalberti, le rappresentanze sindacali (Ficltem Cgil, Femca Cisl, Rsu) e un rappresentante dell’Assessorato provinciale al Lavoro.

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La Mvb si ferma, per 320 finisce il lavoro ai telai

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logo_home_smallValle Brembana – «Dopo 33 anni qui, mi rimane solo questo: un grembiule logoro da portare a casa». Guida apre una busta di plastica e mostra il suo grembiule blu da lavoro: «Oggi abbiamo svuotato gli armadietti. Stasera (ieri per chi legge, ndr) alle 10 si chiude». A voler essere pessimisti, l’11 giugno 2014 è il giorno in cui la produzione della Manifattura Valle Brembana di Zogno si è fermata. Se si tratta di uno «stop» temporaneo, in attesa di acquirenti interessati a rilevare la storica azienda tessile, lo potrà dire soltanto il tempo. Perché ancora si lavora alla ricerca di imprenditori che intendano portare avanti l’attività della Mvb, oggi in concordato preventivo con finalità liquidatorie.

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La manifattura rischia il fallimento per avere pagato un mese di stipendi

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logo_home_smallZogno – Che il futuro della Manifattura di Valle Brembana fosse in bilico era noto da tempo, soprattutto dopo la presentazione a febbraio di un’istanza di concordato con riserva – meglio nota come «concordato in bianco» – al tribunale di Bergamo. Così come non era un mistero che la proprietà dell’azienda di Zogno – un nome storico del tessile, ormai in difficoltà da tempo – stesse cercando all’esterno nuova linfa economica per salvare la situazione. Ma di certo nessuno poteva prevedere che il rischio fallimento si sarebbe avvicinato perché la società ha pagato una mensilità ai propri dipendenti. Il tribunale ha notificato ai creditori della Mvb una convocazione – firmata dal giudice delegato Mauro Vitiello – per il 24 aprile, quando verrà valutata l’ipotesi di fallimento.

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Mvb, trattative in corso per attirare nuovi soci

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Zogno – O arriva qualcuno che entra nella società altrimenti non vedo grandi prospettive, anche perché il mercato è quello che è, l’azienda viene da otto anni di ammortizzatori sociali, c’è stato anche l’incendio, e l’attuale dirigenza è palesemente inadeguata», dice Raffaele Salvatoni, segretario della Femca-Cisl al termine dell’incontro di ieri tra i sindacati e la Manifattura Val Brembana di Zogno, rappresentata dalla società di consulenza PricewaterhouseCoopers a cui l’amministratore delegato Massimo Trabattoni ha dato l’incarico di trattare con i sindacati e di redigere il piano industriale.

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