Fiera venatoria premiato il Comune di Roncobello

Piazza Brembana, Roncobello Non commentato »

Sono stati i canti del merlo, del tordo bottaccio e tassello, dell’allodola, del fringuello e della tordina ad annunciare all’alba di sabato l’apertura della «Prima sagra per uccelli da richiamo» a Piazza . Ospitata nel parco dell’ex colonia Enel e organizzata dalla Commissione d’appostamento fisso del Comprensorio venatorio alpino della Valle , in collaborazione con l’Amov (Associazione manifestazioni ornitologico venatorie) e il gruppo giovani di Piazza , l’esposizione è stata visitata da un numeroso pubblico che ha affollato gli stand fin dalle prime ore del mattino. Non solo cacciatori, ma anche semplici appassionati e curiosi si sono aggirati tra le gabbie e le bancarelle esposte nel parco.

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Sfida all’Avaro tra cani pastore Battuti i seriani, trofeo a Roncola

Cusio Non commentato »

La grinta di Ringo ha sbaragliato tutti gli avversari a quattro zampe nella gara dei cani da pastore svoltasi ai Piani dell’Avaro, sopra . Una manifestazione che, in questi anni, ha riscosso un sempre crescente successo di pubblico e di concorrenti, organizzata per avvicinare gli spettatori al lavoro che i cani di pastori svolgono quotidianamente in alpeggio. Organizzata dal Comune di , in collaborazione con la Provincia, il Parco delle e la della Valle , la giornata ha visto la presenza di mille persone che hanno assistito all’originale gara. Ciascun cane doveva, infatti, condurre in pochi minuti, al comando del suo padrone, un’intera mandria di bovini in una direzione stabilita dalla giuria.

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Con rime d’amore Zanella vince il premio di poesia

Dossena Non commentato »

Recita l’antico detto che «il primo amore non si scorda mai». E questo è anche il concetto ispiratore della poesia vincitrice della 22ª edizione del concorso di poesia dialettale di . «Ma cosa fèt te che» è il titolo di una poesia venata di malinconia e di sogni giovanili, dice l’autore Adriano Zanella di . Il poeta è andato a scartabellare tra le carte o i ricordi del passato e si è imbatttuto nella prima morosina, «la bella del paese» cui tutti i ragazzi facevano la «ronda» e che lui ha potuto frequentare.

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Caprioli in aumento in Valle Brembana

-La Valle Brembana Non commentato »

Il bilancio alla mostra di : sono 2.300. Camosci, caprioli e cervi in aumento nel Comprensorio venatorio alpino della Valle . I dati sono stati resi noti nel corso della mostra di trofei svoltasi nei giorni scorsi a . La consistenza accertata tramite i censimenti dello scorso anno ha confermato la presenza estiva di 4.218 di e, a fronte di un piano di prelievo di 432 capi, ne sono stati abbattuti 390 – ha spiegato Gianantonio Bonetti, presidente della commissione ungulati del comprensorio –. Sono invece 2.300 i caprioli stimati sul territorio nel 2007, anche loro tornati ad aumentare dopo anni di diminuzione (erano 3.700 nel 2003, ndr): di 207 esemplari autorizzati nel piano di abbattimento, ne sono stati prelevati 177. In crescita, infine, i : presenti nel comprensorio 216 soggetti, di cui cinque prelevati a fronte di un piano di prelievo di otto capi».

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Il saluto ai famei di Oltre il Colle pronti all’alpeggio

Oltre il Colle Non commentato »

Una giornata per ricordare: la comunità parrocchiale di Zorzone di Oltre il Colle ha riproposto la «Festa del pastorello», tradizione che risale alla metà del secolo scorso ideata dal compianto Pio Rodigari e dall’Opera nazionale protezione del fanciullo, ora organizzata da Sperandio Colombo e Lino .
I protagonisti della stagione in alpeggio erano anche i «famei», dunque, che salivano in nei mesi estivi collaborando con il caricatore d’alpe e i casari. La figura del «famei» nell’ultimo quarto di secolo è quasi scomparsa. La parrocchia di ha fatto propria questa tradizione e la mantiene viva ancora oggi come momento di incontro tra alpeggiatori e operatori zootecnici.

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Sacra Spina: la devozione ci porta a Gesù

San Giovanni Bianco Non commentato »

, migliaia alle celebrazioni Il vescovo: Nella reliquia veneriamo Cristo. San Giovanni Bianco - Nella non veneriamo un oggetto ma una persona. Guai a fermarsi all’oggetto. Se la devozione alla reliquia è vera, deve portare a Gesù. Così il vescovo Roberto Amadei si è rivolto ieri mattina ai fedeli durante la Messa solenne celebrata nella parrocchiale di , a conclusione delle feste per la , la reliquia della Corona di Cristo custodita nel paese della Valle dal 1495.

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