Dalla Regione 800 mila euro per curare i boschi

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lago-del-becco9-bisValle Brembana – Alle Comunità montane bergamasche arriveranno quasi 800 mila euro dei 5 milioni stanziati dalla Regione per interventi in ambito forestale. La misura, presentata ieri dall’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava (Lega), è così ripartita: 833.333 euro andranno a favore delle Province e quattro milioni e 166 mila euro a favore delle Comunità montane. Il decreto autorizza a finanziare gli interventi relativi alle domande ammissibili, ma non ancora finanziate per mancanza di fondi, in base alle graduatorie approvate, e consente agli enti di utilizzare anche la quota di 1.466.405 euro relativa a economie derivanti da precedenti riparti in materia forestale. Dunque l’importo massimo di «autorizzazione di spesa» è pari a 6.466.405 euro. Alla Provincia di Bergamo non andranno risorse, mentre in totale alle Comunità montane della nostra provincia sono stati assegnati circa 795 mila euro, così ripartiti: laghi 130.244; Valle Seriana 266.846; Scalve 139.251; Valle Brembana 219.377 e Valle Imagna 38.771.

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Alpeggi orobici, cento malghe sempre operative

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gualtieroUn rito secolare che resiste sfidando la modernità: questo è l’alpeggio. Dalla Val Brembana alla Seriana, da quella di Scalve all’Imagna, sono ancora tanti i malgari che lasciano per mesi la vita comoda di pianura per creare in montagna l’eccellenza della produzione casearia bergamasca. Anche se anno dopo anno, l’esercito di casari perde qualche pezzo a causa del sempre difficile ricambio generazionale, anche se oggi qualcuno va in alpeggio con telefonino, tv e computer e non è più isolato come un tempo, l’attività resta una delle più dure e al tempo stesso affascinanti dell’agricoltura montana, che attende l’estate per esaltarsi.

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Boschi orobici poco sfruttati e abbandonati

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Boschi orobici poco sfruttati e abbandonati. Perché tagliare legna dalle nostre parti è poco remunerativo. I boschi sono poco accessibili, le imprese boschive autorizzate sempre meno – una ventina – e il legno che serve a segherie o all’unica centrale a biomassa oggi funzionante in Bergamasca – quella di Sedrina – arriva prevalentemente da fuori provincia. Quello delle segherie anche dall’Est Europa o dalla Grecia. Boschi abbandonati (a cui si aggiunge lo spopolamento), quindi, col rischio, dietro l’angolo, del dissesto idrogeologico (leggi «frane e alluvioni»).

Bergamasca, 40% di boschi
L’allarme arriva da Confagricoltura ma anche dai tre Consorzi forestali oggi attivi nella Bergamasca, quello dell’alta Valle Brembana, quello dell’Alto Serio e quello della Presolana. I dati forniti da Confagricoltura, in quello che l’Onu ha dichiarato Anno internazionale delle foreste: il territorio bergamasco è per il 40% coperto da boschi (circa 108 mila ettari), con le aree montane e pedemontane che presentano un indice di boscosità del 53%. Si tratta di boschi in prevalenza di latifoglie (71 mila ettari, ovvero il 25% del territorio provinciale) e di conifere (24 mila ettari, il 9%).

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Risorse per prodotti agricoli, aziende di montagna, agriturismi

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Aperti i bandi per altre quattro importanti misure del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013. Gli imprenditori agricoli della Valle Brembana possono dunque già presentare le domande di contributo per una serie di comparti che assumono una particolare rilevanza per le aziende lombarde. Lo ha annunciato la vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura, Viviana Beccalossi, per la quale “con l’apertura di queste nuove misure si intende dare seguito alla politica della concretezza che da sempre contraddistingue l’azione di governo della nostra Amministrazione“. “Noi lavoriamo – ha aggiunto – per sostenere la competitività delle imprese, cardine di una realtà rurale fondamentale per la nostra regione. Quello che più conta in questa fase è avere grande determinazione. Gli aspetti finanziari devono essere accompagnati da una adeguata capacità di promuovere lo sviluppo locale“. CONTINUA ARTICOLO »